NUOVE RIVELAZIONI

Garlasco: si sposta l’ora della morte di Chiara, che lottò a lungo con il suo assassino

Secondo quanto rivelato dal TG1, la perizia medico-legale della dottoressa Cattaneo smentisce la "morte istantanea"

Garlasco: si sposta l’ora della morte di Chiara, che lottò a lungo con il suo assassino

Nuove perizie medico-legali e rilievi 3D riaprono il caso Garlasco, ipotizzando una disperata lotta della vittima e un nuovo orario del delitto. Questi elementi potrebbero portare al rinvio a giudizio di Andrea Sempio, il cui DNA famigliare è stato isolato sulle le unghie di Chiara Poggi.

Chiara lottò con il suo assassino

Non è stato un’azione fulminea, un’esecuzione rapida consumata nel silenzio di una mattina d’agosto. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto quasi 19 anni fa nella villetta di via Pascoli a Garlasco, potrebbe essere stato un corpo a corpo disperato, una lotta per la sopravvivenza durata molto più a lungo di quanto finora stabilito dalle sentenze passate in giudicato. È questo il cuore pulsante della consulenza depositata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, rivelata in esclusiva dal Tg1. Un documento dirompente che spinge l’inchiesta verso un crinale decisivo: quello che separa l’archiviazione da un nuovo, clamoroso processo.

Cristina Cattaneo

I segni della difesa

Secondo le indiscrezioni trapelate sulla perizia affidata dalla Procura di Pavia alla dottoressa Cattaneo, il corpo di Chiara presentava ecchimosi e abrasioni su braccia e gambe. Segni inequivocabili di una colluttazione.

A differenza di quanto scritto dai giudici della Cassazione nella condanna contro Alberto Stasi — dove la giovane veniva descritta come “inerme” di fronte a un’aggressione rapidissima — i nuovi rilievi suggeriscono una progressione criminosa lenta e violenta. L’assassino inoltre si sarebbe fermato, avrebbe osservato la vittima sulle scale e poi avrebbe infierito di nuovo, probabilmente con un martello mai ritrovato.

Il Dna

Questi nuovi dettagli sulla “lotta per la vita” caricano di un peso specifico enorme quelle tracce di Dna trovate sulle unghie di Chiara.

Frammenti genetici che gli inquirenti oggi attribuiscono (ma si parla di compatibilità statistica, attenzione) ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, attualmente indagato per omicidio in concorso.

Se Chiara ha lottato, se ha graffiato il suo aggressore nel tentativo di salvarsi, quel materiale biologico smette di essere una traccia accidentale per diventare la firma del colpevole? E’ un’ipotesi, ma considerando che le unghie sono state disciolte per effettuare l’analisi genetica (e quindi non si potrà mai stabilire un “sopra” o un “sotto”), resta valida anche quella del contatto fortuito con una superficie recante materiale biologico di Sempio.

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Andrea Sempio

Il giallo dell’orario

Ma è soprattutto un altro pilastro della verità giudiziaria su Garlasco che rischia di crollare: l’orario del delitto. La perizia Cattaneo rivela che Chiara sarebbe stata uccisa almeno trenta minuti dopo aver fatto colazione.

Questo dettaglio sposta in avanti la “finestra temporale” dell’omicidio, rendendo potenzialmente meno solidi gli alibi costruiti negli anni e mettendo in discussione la ricostruzione cronometrica (la famosa finestra dalle 9.12 alle 9.35) che portò alla condanna di Stasi a 16 anni.

I termini per le indagini preliminari

Il tempo delle ipotesi sta per scadere. Ad agosto scadranno i termini per le indagini preliminari e il Procuratore Fabio Napoleone dovrà tirare le somme di oltre 300 pagine di consulenze tecniche.

Salvo colpi di scena dell’ultima ora, la direzione sembra tracciata: l’avviso di chiusura indagini come preludio alla richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. A quasi due decenni di distanza, la storia di Garlasco non è ancora stata scritta del tutto.

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