Le associazioni animaliste denunciano il degrado e le uccisioni crudeli delle nutrie in via Tavazzani a Pavia, in un’area dove regna l’incuria umana e i rifiuti. Chiedono al Comune di sostituire gli abbattimenti con un piano etico basato su pulizia, sterilizzazioni e riqualificazione dell’area.
Via Tavazzani a Pavia
Da diversi mesi, l’area di Via Tavazzani a Pavia è al centro di un acceso dibattito pubblico. Alcuni residenti segnalano la presenza di nutrie lungo il fossato che attraversa la zona, chiedendo un intervento urgente da parte del Comune. Tuttavia, come sottolinea la Dottoressa Carolina Sala, presidente dell’associazione Task Force Animalista, associazione a tutela legislativa animali e ambiente.
“La presenza delle nutrie non è il problema principale. Il vero problema è l’incuria e il cattivo uso che si fa di quest’area, trasformata in una discarica a cielo aperto. Sono i rifiuti abbandonati e il cibo lasciato in modo incontrollato che attirano questi animali e ne favoriscono la proliferazione”.

Il ruolo dei cittadini
Le associazioni ambientaliste e animaliste che da mesi monitorano la situazione hanno rilevato come molti cittadini, pur con buone intenzioni, contribuiscano inconsapevolmente al problema.
“Abbiamo trovato sacchi di cibo e scatolette per cani lasciate a marcire vicino ai cancelli rotti dell’asilo e lungo gli argini del fossato,” racconta la Dottoressa Alessia Ombretta Mattioli, veterinaria e membro del direttivo di dell’associazione Task Force Animalista. “Molti genitori, nonni e bambini danno da mangiare alle nutrie, pensando di fare un gesto gentile, ma in realtà creano un ambiente favorevole alla loro presenza e alla loro riproduzione, rendendo più difficile la gestione della situazione”.

Le proposte alternative
Di fronte alla richiesta di intervento da parte di Ats, Regione Lombardia e Polizia Provinciale, che hanno suggerito la cattura e l’abbattimento degli animali, l’Assessore all’Ambiente di Pavia, Lorenzo Goppa (M5S), ha preso una posizione diversa.
“Vogliamo adottare metodi di contenimento più rispettosi della biodiversità,” ha dichiarato. “Seguendo le indicazioni di ISPRA e in linea con l’Articolo 9 della Costituzione, proponiamo la cattura e sterilizzazione delle nutrie, con il loro successivo inserimento in centri di recupero o la reimmissione controllata nel territorio”.
Questa strategia, oltre a rispettare la vita degli animali, si è dimostrata efficace in altri comuni italiani.

Uccise a bastonate
Le associazioni hanno presentato una relazione dettagliata al Comune, evidenziando non solo le criticità ambientali ma anche gravi episodi di violenza contro le nutrie.
“Abbiamo ricevuto segnalazioni di animali uccisi a bastonate e fucilate”, denuncia Carolina Sala. “Questi atti sono inaccettabili, non solo dal punto di vista etico ma anche legale, e chiediamo alle autorità di intervenire”.
Un altro elemento di preoccupazione è la presenza di esche con veleno e lamette nel fossato, usati per eliminare gli animali.
“Questi veleni rappresentano un grave pericolo non solo per le nutrie, ma anche per altri animali selvatici e per la salute pubblica, poiché possono contaminare le falde acquifere” avverte la Dottoressa Mattioli.
Riqualificazione dell’area
Le associazioni propongono un progetto di riqualificazione che vada oltre la semplice gestione degli animali.
“Abbiamo già iniziato a pulire il fossato e installato dissuasori acustici innocui per l’uomo, che hanno ridotto significativamente la presenza delle nutrie”, spiega Daniela Mattessich, presidente di Gaia Animali Ambiente sezione Melegnano e Milano Sud.
“Chiediamo al Comune di investire in recinzioni metalliche adeguate, cassonetti chiusi, cartellonistica chiara che vieti l’abbandono di rifiuti e una campagna di sensibilizzazione per educare i cittadini a non alimentare gli animali selvatici”.
La cattura e sterilizzazione degli animali rimasti, con il supporto di centri di recupero (CRAS), rappresenta una soluzione efficace, etica e scientificamente fondata.
Il vero problema: la responsabilità umana
Dopo mesi di monitoraggio e interventi, gli esperti concordano su un punto fondamentale.
“Il problema non sono le nutrie, ma la maleducazione e l’incuria di chi frequenta e abita l’area,” afferma il Dott. Edgar Meyer, portavoce di Gaia Animali e Ambiente Italia. “I rischi sanitari derivano dai rifiuti abbandonati e dai veleni, non dagli animali. È fondamentale che i fondi pubblici vengano investiti in soluzioni etiche e scientificamente validate, per garantire una convivenza equilibrata tra uomo e natura”.