Il sindaco di Carbonara al Ticino difende l’insediamento logistico da 37mila mq, definendolo un’opportunità da 300 posti di lavoro contro la “decrescita infelice”. Replica così alle critiche del vicepresidente del Senato Centinaio, ricordando che l’area è edificabile dal 2011 e non ha particolare pregio naturalistico.
Maxi logistica a Carbonara al Ticino
Non è solo una questione di metri quadrati, ma una battaglia di visioni contrapposte quella che sta infiammando il comune di Carbonara al Ticino. Da una parte, il timore dei residenti di vedere il proprio orizzonte trasformato da un colosso della logistica da 37mila metri quadrati; dall’altra, la ferma difesa di un’amministrazione che rivendica la legittimità delle scelte urbanistiche e le opportunità occupazionali per il territorio.
Il “caso” sollevato da Centinaio
A scagliare la prima pietra è stato Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, che in una lettera indirizzata ai vertici regionali e provinciali ha espresso forti perplessità sul progetto. Secondo Centinaio, l’insediamento sorgerebbe in un’area di alto valore paesaggistico, portando con sé un traffico insostenibile e una svalutazione delle case dei residenti.

La replica del Sindaco
La risposta del sindaco Stefano Ubezio non si è fatta attendere e ha assunto i toni di una vera e propria lezione di coerenza amministrativa. Il primo cittadino, nella lettera indirizzata al Vicepresidente del Senatom, ha iniziato con una puntualizzazione sull’identità:
“Il nostro Comune si chiama Carbonara al Ticino, non semplicemente Carbonara”, rimproverando a Centinaio una scarsa attenzione istituzionale, aggravata dai tempi della polemica, esplosa sui giornali prima ancora di permettere un confronto tra gli enti.
Un’eredità che viene da lontano
Sul piano tecnico, Ubezio ha smontato la tesi del “pregio naturalistico” dell’area, situata tra la Provinciale 596 e i capannoni industriali esistenti. Ma il punto focale della difesa riguarda la cronologia dei fatti:
Le origini: Il terreno è edificabile dal 2011, tre anni prima dell’insediamento di Ubezio.
Il passato di Centinaio: All’epoca della variante, il senatore era vicesindaco della vicina Pavia. “Perché allora non furono presentate osservazioni contro queste scelte urbanistiche?”, incalza il sindaco.
300 posti di lavoro
Per l’amministrazione, il progetto non è una minaccia, ma una risorsa vitale. Si parla di 300 posti di lavoro diretti, un volano economico per i giovani che eviterebbe lo spopolamento del paese. Ubezio respinge anche lo spettro del traffico selvaggio, sostenendo che la logistica moderna razionalizza i flussi e riduce i viaggi dei piccoli mezzi, aumentando l’efficienza.
“La strategia NIMBY (non nel mio cortile) non basta. Senza lavoro e servizi, le comunità non prosperano ma si impoveriscono“, ha dichiarato il sindaco, definendo il rischio di una “decrescita infelice” se si continuano a bloccare investimenti legittimi senza basi tecniche solide.
In chiusura della sua lettera, il sindaco ha spostato il dibattito sul piano nazionale, chiedendo a Centinaio – già ministro dell’Agricoltura – cosa sia stato fatto concretamente per i prezzi del latte e del riso che strozzano gli agricoltori locali, e quali fondi siano previsti per i Comuni che, come Carbonara al Ticino, si trovano a dover gestire crisi energetiche e tagli alle risorse. La sfida è lanciata: lo sviluppo di Carbonara passerà per il cemento della logistica o per il “no” della politica nazionale?