La Polizia di Stato ha rimpatriato in Tunisia un cittadino tunisino pluripregiudicato, irregolare in Italia e ritenuto socialmente pericoloso, scortandolo dall’aeroporto di Milano Linate fino a Tunisi. L’uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio, violenza a pubblico ufficiale e atti persecutori a Robbio, era stato monitorato anche per possibili segnali di radicalizzazione religiosa.
Rimpatriato pluripregiudicato
Si è conclusa con il rimpatrio nel Paese d’origine la permanenza in Italia di un cittadino tunisino con numerosi precedenti penali, ritenuto socialmente pericoloso. L’operazione è stata eseguita nella mattinata di oggi, mercoledì 11 marzo 2026, dalla Polizia di Stato nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare e di tutela della sicurezza pubblica.
Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia, con il supporto operativo della Squadra Volante, lo hanno accompagnato fino all’aeroporto di Milano Linate. Da lì è stato imbarcato su un volo diretto a Tunisi e consegnato alle autorità tunisine.
Lungo elenco di precedenti penali
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il cittadino straniero si trovava da tempo in posizione irregolare sul territorio nazionale. Nel corso degli anni aveva presentato più richieste di protezione internazionale: la prima era stata respinta, mentre una successiva era stata dichiarata inammissibile.
A pesare sul suo profilo è soprattutto un curriculum criminale particolarmente articolato. Risulta infatti coinvolto in numerosi episodi di criminalità, che spaziano dai reati contro il patrimonio – tra cui furto e ricettazione – fino a fatti più gravi come resistenza e violenza nei confronti di pubblico ufficiale.
Atti persecutori a Robbio
Particolare preoccupazione aveva suscitato anche il comportamento tenuto a Robbio, dove il tunisino aveva preso di mira una dipendente di un esercizio commerciale.
Secondo quanto emerso, avrebbe perseguitato la donna con atteggiamenti insistenti e intimidatori, arrivando ad attenderla all’uscita dal luogo di lavoro e a seguirla ripetutamente. Una condotta che aveva generato forte paura nella vittima e compromesso la sua serenità.
La gravità della situazione aveva portato l’Autorità giudiziaria a disporre nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento risultava aggravato dal fatto che l’uomo fosse già sottoposto a libertà vigilata e destinatario di un foglio di via obbligatorio che gli vietava la permanenza nel comune di Robbio.
Sotto osservazione per radicalizzazione
Nel tempo, oltre ai reati comuni, il soggetto era finito anche sotto osservazione nell’ambito delle attività di prevenzione legate alla sicurezza interna.
Gli accertamenti avevano evidenziato alcuni comportamenti ritenuti indicativi di possibili segnali di radicalizzazione religiosa: in più occasioni, infatti, avrebbe gridato in luoghi pubblici l’espressione “Allah Akbar” con modalità considerate potenzialmente allarmanti per l’ordine pubblico.
Il rimpatrio eseguito oggi rappresenta l’esito finale di un’attività di monitoraggio e intervento portata avanti dalle forze di polizia sul territorio.
L’operazione, sottolineano dalla Questura, si inserisce nelle azioni volte a contrastare la presenza irregolare di soggetti ritenuti pericolosi e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini della provincia di Pavia.