Un’operazione dei Carabinieri ha smantellato una rete di spaccio rurale tra Pavia e il milanese, portando al sequestro di 7 chili di droga e 8 mila euro. L’indagine si è conclusa con due misure cautelari e cinque denunce, stroncando un sistema logistico che utilizzava le nuove tecnologie per eludere i controlli nei campi.
Smantellata rete di spaccio
Non più solo scambi fugaci negli angoli bui delle città, ma una vera e propria rete logistica che sfrutta la fitta vegetazione delle campagne pavesi e la velocità del digitale. Si è conclusa con un bilancio pesante l’ultima offensiva dei Carabinieri della Sezione Operativa del NORM di Pavia contro lo spaccio nelle zone rurali: cinque denunce a piede libero e due misure cautelari.
L’indagine
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, è scattata nel febbraio 2025 e si è protratta fino a maggio, mettendo sotto la lente d’ingrandimento i comuni di Bornasco, Siziano e Vidigulfo. Per mesi, i militari hanno monitorato i movimenti di spacciatori e clienti lungo le strade provinciali e i sentieri agricoli, utilizzando attività tecniche e riscontri diretti sul campo per mappare una geografia del crimine sempre più fluida e difficile da intercettare.
Il modus operandi
Ciò che emerge dall’indagine è un salto di qualità tecnologico nel modus operandi delle bande. Grazie all’uso di app di messaggistica, i pusher ricevevano gli ordini in tempo reale: la dose veniva preparata “su misura” prima ancora che l’acquirente arrivasse sul punto di scambio. Questo sistema permetteva ai venditori di ridurre al minimo i tempi di stazionamento in strada, limitando drasticamente il rischio di essere sorpresi in flagranza dalle pattuglie. Un business rapido e invisibile che alimentava un flusso costante di cocaina ed eroina.
Sequestrati 7 chili di droga
Il colpo al patrimonio delle organizzazioni è stato netto: gli uomini dell’Arma hanno messo le mani su 7 chilogrammi tra cocaina ed eroina, oltre a circa 8mila euro in contanti, ritenuti provento delle vendite degli ultimi giorni.
Particolarmente rilevante la figura di D.S., 50 anni, finito agli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti, l’uomo fungeva da vero e proprio “supporto logistico” per le batterie di spacciatori: forniva loro cibo e gestiva i loro spostamenti sul territorio in cambio di piccole dosi di stupefacente, destinate all’uso personale o alla rivendita al dettaglio. Una figura chiave per permettere ai pusher, spesso provenienti da fuori provincia, di resistere per ore o giorni tra i campi.
I provvedimenti cautelari
Oltre ai domiciliari per il cinquantenne, il GIP ha disposto il divieto di dimora in tutta la Provincia di Pavia per S.B., 24 anni, considerato parte attiva della rete. Altri cinque soggetti sono stati denunciati a piede libero e dovranno rispondere, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione segna un punto importante nel controllo delle aree rurali, spesso trasformate in zone franche dalla criminalità organizzata.