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Diego Marabelli, un pavese alla Milano-Sanremo: ricordi di famiglia e di ciclismo

“La storia di un campione pavese tra ricordi familiari e le grandi imprese della Classicissima di primavera”

Diego Marabelli, un pavese alla Milano-Sanremo: ricordi di famiglia e di ciclismo

di Emanuele Gallotti

Ogni anno, quando la Milano-Sanremo torna a far parlare di sé, riaffiorano storie e ricordi che appartengono non solo al grande ciclismo, ma anche alla memoria personale di chi ha vissuto e amato questo sport.

Per chi scrive, la “Classicissima di primavera” ha un significato particolare. Dalla fine degli anni Cinquanta frequento la località ligure di Spotorno, dove ho stretto nel tempo diverse amicizie, tra cui quella con il dottor Arturo Actis, oggi purtroppo scomparso.

Actis fu una figura di grande spessore umano: partigiano durante la Resistenza, deportato nei campi di concentramento tedeschi e in seguito insignito di una medaglia della Federazione Italiana Volontari della Libertà. Uomo di forte cultura e grande sensibilità, amava raccontare ai giovani la sua esperienza nelle scuole ed era anche uno sportivo appassionato. Nel 1939 vinse a Roma il campionato italiano di atletica sui 3000 metri e negli anni successivi partecipò a diverse competizioni automobilistiche di regolarità. A Spotorno fu per lungo tempo fiduciario del CONI e protagonista della vita sportiva locale.

Tra i ricordi più cari che mi legano a lui c’è il dono di un volume dedicato al centenario della Milano-Sanremo, un libro ricco di storie, fotografie e aneddoti che raccontano oltre un secolo di ciclismo.

Il volume si intitola “La classicissima di primavera. Storia enciclopedica della Milano-Sanremo 1907-2009”, opera di Carlo Delfino, Nanni De Marco e Gianpaolo Petrucci, pubblicata nel mese di marzo 2009 dalla Coop Tipograf di Savona.

Sfogliando quelle pagine, mi è tornata alla mente una figura legata anche alla mia famiglia: Diego Marabelli, ciclista pavese degli anni Trenta e Quaranta, zio materno di mia moglie Anna Legnani.

Un talento pavese tra i professionisti

Diego Marabelli nacque nel 1914 a Zerbo, nel Pavese, e crebbe nella frazione di Cascine Calderari, nel territorio della Certosa di Pavia.

Fin da giovane dimostrò un talento naturale per il ciclismo, emergendo rapidamente nelle gare dilettantistiche. Nel 1936 era considerato tra i migliori corridori non professionisti italiani, tanto da essere convocato per le Olimpiadi di Berlino del 1936.

Il passaggio al professionismo lo portò a confrontarsi con i più grandi campioni dell’epoca: nomi leggendari come Gino Bartali, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni, protagonisti di una delle stagioni più affascinanti della storia del ciclismo italiano.

Gazzetta dello Sport

Le sfide nella Classicissima

Tra le corse che segnarono maggiormente la sua carriera vi fu proprio la Milano-Sanremo, la più lunga e una delle più prestigiose gare del calendario mondiale.

Marabelli vi prese parte sei volte, dimostrando grande resistenza e regolarità nelle lunghe distanze.

I suoi piazzamenti raccontano la solidità di un corridore sempre presente nel gruppo dei migliori:

  • 1937 – 9° posto, edizione vinta da Cesare Del Cancia
  • 1938 – 12° posto, successo di Giuseppe Olmo
  • 1939 – 18º posto, vittoria di Gino Bartali
  • 1940 – 10º posto a pari merito, in una gara vinta ancora da Bartali
  • 1941 – 35º posto, con trionfo di Pierino Favalli
  • 1943 – 17º posto, vittoria di Cino Cinelli

Nel volume ricevuto in dono da Actis, a pagina 516, nel capitolo finale intitolato “I 3891 Sanremini”, compare anche la scheda dedicata a Marabelli, con i relativi piazzamenti.

L’edizione del 1940 fu forse la più significativa. Nel libro del centenario della corsa si legge che Marabelli fu tra i corridori più combattivi: attaccò con decisione sulle prime asperità, transitò in testa su diversi passaggi e, nonostante una caduta, riuscì a rientrare nel gruppo di testa.

Nella volata finale rimase però intrappolato, chiudendo decimo. Una prova che, secondo il commento dell’epoca, avrebbe meritato miglior fortuna.

Da la Gazzetta dello Sport del 1 agosto 1944. Mirabelli con la nipotina Anna

La guerra e la sospensione della corsa

La storia della Milano-Sanremo si intreccia anche con la storia drammatica del Novecento.

Nel 1944 e nel 1945 la corsa fu sospesa a causa della guerra, un’interruzione che ricorda quanto anche lo sport sia inevitabilmente legato agli eventi della storia.

Speriamo che non si arrivi mai più a una sospensione della gara, anche se in questi tempi difficili qualcuno teme che nuovi conflitti possano affacciarsi all’orizzonte.

Vittorie e piazzamenti nelle grandi corse

La carriera di Marabelli non si limitò alla Classicissima. Partecipò alle principali competizioni italiane, ottenendo risultati importanti anche al Giro d’Italia, dove conquistò tre vittorie di tappa:

  • 1938 – Recoaro Terme-Bergamo
  • 1939 – Pescara-Senigallia
  • 1940 – Genova-Pisa

Tra i risultati più prestigiosi figurano inoltre:

  • il secondo posto al Giro di Lombardia del 1936, da dilettante, dietro a Bartali
  • il secondo posto alla Tre Valli Varesine del 1937
  • la vittoria alla Milano-Modena nel 1942

Risultati che testimoniano la qualità e la continuità di rendimento di un corridore capace di competere ai massimi livelli.

Olimpiadi di Berlino 1936. Tessera di Diego Marabelli

Dopo la carriera

Nel 1946, alla nascita del figlio Inos, Marabelli decise di lasciare il professionismo.

Aprì un negozio di biciclette in corso Garibaldi a Pavia, che divenne presto un punto di riferimento per gli appassionati di ciclismo. Non era raro incontrarvi anche campioni come Alfredo Binda, segno del rispetto che il mondo delle due ruote continuava a nutrire per lui.

Negli anni successivi rimase legato allo sport come direttore sportivo del Pedale Pavese e continuò a pedalare per passione, mantenendo vivo il rapporto con il ciclismo e con il territorio che lo aveva visto crescere.

Il ricordo che ritorna con la Milano-Sanremo

Quest’anno, per il terzo anno consecutivo, sabato 21 marzo 2026 la Milano-Sanremo prenderà il via da Pavia, riportando la grande corsa nel cuore della città lombarda.

Il percorso di quasi 300 chilometri attraverserà Lombardia e Piemonte, valicherà il Passo del Turchino e scenderà verso la Riviera ligure fino all’arrivo a Sanremo, dopo le classiche ascese della Cipressa e del Poggio.

Per i pavesi non è soltanto un grande evento sportivo: è anche l’occasione per ricordare corridori come Diego Marabelli, che su quelle stesse strade hanno scritto pagine di ciclismo in un’epoca difficile, segnata dalla guerra ma ricca di passione e sacrificio.

La sua memoria continua a vivere nella famiglia e tra gli sportivi che ne conservano il ricordo.

E ogni volta che la Classicissima torna a partire da Pavia, sembra quasi di rivedere quei corridori di un tempo lanciati verso il mare, con lo stesso spirito e lo stesso coraggio di allora.

(Foto di copertina: Diego Marabelli (a sinistra) con Gino Bartali (al centro) e Luigi Barrai al Giro di Lombardia, 1936)