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Carnevale a Casorate Primo: 30 euro di chiacchiere diventano un caso di danno erariale

La Corte dei Conti bacchetta il Comune per una spesa considerata non istituzionale durante una festa in maschera

Carnevale a Casorate Primo: 30 euro di chiacchiere diventano un caso di danno erariale

La Corte dei Conti ha contestato al comune di Casorate Primo una spesa di 30 euro per dolci di Carnevale, ritenendola non conforme alle procedure amministrative. Il sindaco ha replicato definendo la polemica strumentale e giustificando la spesa come necessaria per la festa dei bambini.

Chiacchiere a Carnevale diventa un danno erariale

Una spesa di appena 30 euro per dolci destinati ai bambini durante la festa di Carnevale a Casorate Primo si è trasformata in un caso giudiziario che ha coinvolto la Corte dei Conti. Tutto è nato da un esposto presentato dalla minoranza consiliare, che ha sollevato dubbi sulla legittimità della spesa sostenuta dal Comune per l’acquisto delle chiacchiere di Carnevale offerte ai più piccoli durante l’evento in maschera dello scorso anno.

Spesa non giustificata

Secondo i giudici dell’organo contabile, la somma spesa non risponde a finalità istituzionali né rientra tra le situazioni di urgenza e necessità che giustificano acquisti tramite la procedura economale prevista per la pubblica amministrazione. Per questo motivo, la Corte ha stabilito che l’acquisto non poteva essere effettuato con le modalità adottate dal Comune, invitando l’amministrazione a recuperare la cifra in autotutela per evitare sanzioni più gravi.

“Polemica strumentale”

Interpellato sulla vicenda, il sindaco di Casorate Primo, Enrico Vai, ha minimizzato la questione, definendo le critiche dell’opposizione come strumentali e fuori luogo. Il primo cittadino ha sottolineato che la spesa era stata ritenuta necessaria per rendere più piacevole la festa di Carnevale dedicata ai bambini, evidenziando come il regolamento comunale preveda esplicitamente la possibilità di rimborsi per questo tipo di iniziative.