CRONACA

Arrestato 64enne a Pavia: finisce in carcere per stalking e odio razziale

Minacce di morte, aggressioni con bastoni e sostanze corrosive contro una famiglia straniera: l'escalation di violenza durava dal 2022 

Arrestato 64enne a Pavia: finisce in carcere per stalking e odio razziale

A Pavia un uomo di 64 anni è stato arrestato per atti persecutori e violenze aggravate da odio razziale nei confronti di una famiglia di origine straniera. Le indagini della Polizia di Stato hanno documentato anni di minacce, aggressioni fisiche e insulti razzisti.

In carcere per stalking e odio razziale

Non era più una convivenza, ma un vero e proprio assedio quello vissuto da una famiglia di origine straniera residente a Pavia. Questa mattina, la Polizia di Stato ha posto fine all’incubo eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 64 anni. L’uomo, accusato di atti persecutori e lesioni aggravate dall’odio razziale, è stato condotto presso la Casa Circondariale cittadina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Campagna d’odio dal 2022

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte con determinazione dagli uomini della Squadra Mobile, hanno permesso di ricostruire una scia di violenze inaudite che andava avanti ininterrottamente da quattro anni. Secondo quanto emerso, il 64enne avrebbe preso di mira la vicina di casa e i suoi figli minori, sottoponendoli a un clima di terrore sistematico, fatto di insulti a sfondo razzista, minacce di morte e violenze fisiche.

Il quadro investigativo ha evidenziato una preoccupante escalation di violenza. Il 64enne non si limitava alle minacce verbali: le aggressioni venivano compiute anche armandosi di un bastone in legno e, nei casi più gravi, utilizzando sostanze corrosive contro le vittime. Atti che hanno provocato lesioni fisiche e un costante stato di ansia e paura nei membri della famiglia, costretti a vivere blindati in casa propria.

Il caso, è stato gestito con la massima priorità da Procura e Questura. L’arresto odierno segna un punto fermo nella tutela della dignità umana: un segnale chiaro contro ogni forma di discriminazione e violenza, riaffermando la sicurezza dei cittadini e la legalità sul territorio.