A Zerbo, pitbull e molossi sono detenuti in condizioni di sovraffollamento e degrado in un castello storico trasformato in canile abusivo, con rischi per la sicurezza pubblica. Le autorità, Sindaco in primis, sono chiamate a intervenire urgentemente.
Canile abusivo a Zerbo
Nel cuore di Zerbo, piccolo comune pavese sulle sponde del Po, un edificio storico del XVIII secolo, noto come il “Castello dei Templari”, è oggi teatro di una situazione preoccupante. Un tempo simbolo di storia e architettura, il palazzotto versa in avanzato stato di abbandono e ospita decine di cani di razza Pitbull e Molossi, detenuti in condizioni di sovraffollamento e degrado.
Le immagini e i video raccolti da Themis – Network di Giornalismo Ambientale mostrano recinti improvvisati fatti di ferraglia, assi di legno e reti arrugginite, con i cani che stazionano tra le proprie feci, e strutture murarie fatiscenti che fungono da ricovero. La situazione non riguarda soltanto il benessere animale: uno scenario simile, se protratto, può aumentare lo stress dei cani e favorire comportamenti aggressivi, con potenziali rischi per chi si trovasse nelle vicinanze.

Non cani aggressivi
Va chiarito che il Pitbull non è geneticamente aggressivo verso l’uomo: è noto invece per lealtà, socievolezza e forte attaccamento al proprietario. La reputazione negativa deriva spesso da gestioni irresponsabili o selezioni storiche per il combattimento.
Tuttavia, il sovraffollamento e le pessime condizioni igieniche documentate possono trasformare anche animali normalmente equilibrati in soggetti imprevedibili. La presenza di erbacce, parassiti e insetti aumenta il rischio di malattie come ehrlichia e filaria, con conseguenze gravi per la salute degli animali e per la sicurezza pubblica.
La legge e le responsabilità del Sindaco
Secondo il Regolamento regionale lombardo 13 aprile 2017, n. 2, ogni privato può detenere fino a 10 cani senza autorizzazione del Sindaco, purché siano ospitati in locali o spazi abitativi propri. La detenzione di Pitbull e Molossi all’interno del castello e delle strutture esterne, quindi, configura di fatto un’attività di canile amatoriale senza le necessarie autorizzazioni.
Il ruolo del Sindaco come Autorità Sanitaria Locale è cruciale. L’intervento tempestivo delle autorità è auspicabile, soprattutto considerando che la fuga di uno degli animali potrebbe rappresentare un rischio per la pubblica incolumità e per la circolazione stradale.
Come un cantiere è diventato un canile
Sorprende inoltre constatare che il castello, in parte interessato da lavori di ristrutturazione con ponteggi e cartellonistica di cantiere, sia stato trasformato in un canile improvvisato. Secondo il DLgs 81/08, tali luoghi sono interdetti ai non addetti ai lavori, rendendo la situazione ancora più paradossale e potenzialmente pericolosa.

Le immagini e i filmati raccolti da Themis sollevano interrogativi su come sia stato possibile creare un rifugio abusivo in un luogo sottoposto a vincoli e lavori di ristrutturazione, mentre decine di animali restano esposti a condizioni estreme.
L’appello
La situazione documentata richiede un pronto intervento: non si tratta di allarmismo, ma di tutela della sicurezza pubblica e del benessere animale. Themis, ritiene sia fondamentale che il Sindaco e le autorità competenti verifichino lo stato dei luoghi e prendano provvedimenti urgenti, per impedire che la mala gestio continui e che i rischi possano tradursi in incidenti.