La Squadra Mobile della Polizia di Stato ha smantellato una centrale di spaccio operante tra Alessandria, Pavia e Asti, eseguendo dieci perquisizioni e sequestrando droga, farmaci senza autorizzazione e simboli di culti criminali nigeriani. L’operazione è nata da indagini su estorsioni e minacce tra connazionali.
Blitz antidroga tra Alessandria, Pavia e Asti
Un sistema organizzato e ramificato su tre province è stato disarticolato dalla Squadra Mobile di Alessandria, che ha posto fine alle attività di una importante centrale di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione ha visto l’esecuzione di dieci perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità nigeriana, residenti tra le province di Alessandria, Pavia e Asti.
Minacce ed estorsioni
Tutto è partito da una serie di segnalazioni relative a minacce ed estorsioni che avvenivano all’interno della comunità africana locale. Grazie agli approfondimenti investigativi, gli agenti della Polizia di Stato sono riusciti a ricostruire un quadro ben più ampio: non semplici atti criminali isolati, ma un vero e proprio sistema strutturato dedito alla vendita al dettaglio di droga su vasta scala.
Sequestrati stupefacenti e farmaci
Durante le perquisizioni, il cerchio si è stretto attorno ai sospettati. Gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato numerose dosi di hashish e marijuana, pronte per essere immesse sul mercato, oltre al classico materiale da confezionamento e a un bilancino di precisione.

Tuttavia, il ritrovamento più inquietante è avvenuto in uno degli appartamenti controllati: sono stati trovati centinaia di pasticche e flaconi privi di etichette e detenuti senza alcuna prescrizione medica. Questi farmaci sono ora al vaglio degli inquirenti, che hanno disposto approfondimenti di laboratorio per determinarne l’esatta natura e provenienza, sospettando si tratti di sostanze pericolose per la salute.
I ‘Cult’ nigeriani
Un aspetto peculiare dell’inchiesta riguarda il rinvenimento di copricapo (foto di copertina), indumenti e vari oggetti che, secondo gli investigatori, sarebbero riconducibili alla simbologia dei “Cult” nigeriani (organizzazioni criminali di matrice cultista). Questo elemento aggiunge un livello di complessità superiore all’indagine, suggerendo un possibile inquadramento delle attività di spaccio all’interno di dinamiche criminali organizzate più ampie.
Le autorità stanno ora analizzando il volume d’affari della centrale e la rete di contatti per definire le singole responsabilità penali dei soggetti coinvolti.
