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Al Fraschini va in scena “La Grande Magia” di Eduardo De Filippo

Dal 13 al 15 febbraio, Natalino Balasso e Michele Di Mauro portano sul palco fragilità, inganni e verità nascoste attraverso una commedia nera che parla direttamente al nostro presente

Al Fraschini va in scena “La Grande Magia” di Eduardo De Filippo

Dal 13 al 15 febbraio 2026 il Teatro Fraschini porta in scena “La Grande Magia” di Eduardo De Filippo, con la regia di Gabriele Russo e protagonisti Natalino Balasso e Michele Di Mauro. Un’opera nera e visionaria che esplora il confine tra illusione e realtà nella vita contemporanea (foto di copertina: Teatro Fraschini).

“La Grande Magia” di Eduardo De Filippo

C’è un uomo che preferisce credere che la propria moglie sia rinchiusa in una piccola scatola di legno piuttosto che accettare l’evidenza di un tradimento. Parte da questo paradosso crudele “La Grande Magia”, il capolavoro più visionario e pirandelliano di Eduardo De Filippo, che approda sul palco del Teatro Fraschini di Pavia dal 13 al 15 febbraio 2026. Non aspettatevi la rassicurante commedia napoletana: quella diretta da Gabriele Russo è un’opera nera, sospesa in un limbo metafisico dove il confine tra realtà e allucinazione si dissolve completamente sotto gli occhi dello spettatore.

Un classico che interroga il presente

Scritta nel 1948, l’opera fu inizialmente accolta con freddezza da un pubblico che non ne colse la portata rivoluzionaria, ma oggi appare di una modernità disarmante. Come sottolinea Francesco Nardelli, Direttore Generale del Fraschini, mettere in scena Eduardo De Filippo oggi non è un semplice esercizio di memoria, ma un atto civile necessario.

“Mettere in scena uno spettacolo di Eduardo” – specifica Francesco Nardelli – “significa interrogare il teatro nella sua funzione più profonda: non intrattenere, ma rivelare. La grande magia ci parla dell’uomo contemporaneo con una lucidità disarmante, perché racconta la fragilità delle relazioni e il bisogno disperato di verità che attraversa la nostra epoca. E’ un testo che smaschera le illusioni private e le maschere sociali, restituendo al pubblico uno specchio in cui riconoscersi. Il Teatro Fraschini vuole essere proprio questo: un luogo dove i classici non vengono celebrati come monumenti del passato, ma rimessi in circolo come strumenti vivi di pensiero, capaci di generare domande urgenti sul presente”.

Il duello tra controllo e manipolazione

Il cuore del dramma pulsa nel confronto tra due figure antitetiche e speculari. Da una parte troviamo Calogero Di Spelta, interpretato da un Natalino Balasso capace di rendere ogni sfumatura di un uomo divorato dall’ossessione del controllo e dall’incapacità di amare senza possedere. La sua scelta di rifugiarsi nella finzione diventa una potente metafora delle prigioni mentali che costruiamo per difenderci dal dolore. A lui si oppone l’ambiguo Otto Marvuglia, a cui Michele Di Mauro conferisce un magnetismo inquietante. Marvuglia è un illusionista che frantuma la percezione del reale, trascinando personaggi e pubblico in un cortocircuito dove la realtà diventa negoziabile e l’autoinganno si trasforma nell’unico rifugio possibile contro l’incertezza.

Gabriele Russo firma un allestimento che rompe con l’estetica puramente tradizionale per cercare un respiro universale. Il “trampolino” diventa il simbolo visivo della scena, un luogo fisico da cui far scaturire visioni e ribaltamenti improvvisi che dialogano con i grandi classici di Shakespeare e Pirandello. La regia libera il testo dalle incrostazioni della memoria, trasformandolo in una macchina teatrale scivolosa e profonda. Il cast d’eccezione garantisce una tenuta drammatica che promette di non offrire risposte facili, ma di moltiplicare le domande, ricordandoci che la menzogna del teatro può talvolta rivelare verità molto più profonde della realtà stessa.

Biglietteria: dal lunedì al sabato dalle ore 17:00 alle ore 19:00; mercoledì e sabato anche alla mattina dalle 11:00 alle 13:00 – biglietteria@teatrofraschini.org; tel. 0382/371214; biglietteria online teatrofraschini.vivaticket.it