L’Università di Pavia ospita l’11 febbraio 2026 un convegno per analizzare i nuovi percorsi di abilitazione dei docenti, confrontando la tradizione pedagogica locale con le sfide normative attuali. L’evento riunirà istituzioni, atenei lombardi e tutor per riflettere sul profilo dell’insegnante del futuro e sulla responsabilità sociale della formazione.
Quale futuro per gli insegnanti?
Non è solo una questione di sigle, crediti formativi o scadenze burocratiche. Dietro la formazione di un insegnante si cela l’idea stessa di società che vogliamo costruire. Con questo spirito, l’Università di Pavia chiama a raccolta esperti, istituzioni e mondo della scuola per il convegno “Quale idea d’insegnante, quale progetto di scuola?”, in programma l’11 febbraio 2026 presso la storica Aula Foscolo del Palazzo Centrale.
L’evento cade in un momento cruciale: con l’anno accademico 2025-2026 alle porte, l’Ateneo si prepara a varare la terza edizione dei percorsi di abilitazione per le scuole secondarie, consolidando un ruolo di primo piano nel panorama educativo nazionale.
Un ponte tra passato e futuro
L’Università di Pavia vanta una tradizione trentennale nella preparazione dei docenti. Dalle storiche Silsis ai moderni percorsi previsti dal DPCM del 4 agosto 2023, l’Ateneo ha saputo evolversi senza perdere la propria identità.
“Abbiamo giudicato opportuno riflettere pubblicamente su un tema che ci vede protagonisti da quasi trent’anni”, spiega Matteo Morandi, coordinatore per la formazione degli insegnanti di UNIPV.
L’obiettivo non è solo tecnico, ma filosofico: definire il profilo dell’insegnante di domani, ancorandolo alla solida tradizione pedagogica pavese che sarà ricostruita, durante la mattinata, dalla relazione di Monica Ferrari.
Le criticità di un sistema in mutamento
Il cuore del dibattito mattutino sarà la tavola rotonda presieduta dallo stesso Morandi. In un contesto normativo ancora fluido e spesso complesso da gestire sul piano organizzativo, i direttori dei 18 percorsi attivati tra Pavia e Cremona si confronteranno su tre pilastri:
- La progettazione dell’offerta formativa e il suo costante aggiornamento.
- Il profilo professionale che la scuola oggi richiede.
- L’idea di insegnamento che l’università intende veicolare attraverso la ricerca didattica.
Il programma del pomeriggio
Nel pomeriggio, il focus si allargherà all’intera regione con l’intervento dei delegati degli altri Atenei lombardi, coordinati da Daniele Sabaino. Sarà un momento di “bilancio a viso aperto”, dove verranno analizzati i punti di forza del sistema lombardo ma anche le criticità emerse in questi anni di transizione.
La chiusura dei lavori sarà invece affidata ai tutor coordinatori, figure chiave che fanno da ponte tra le aule universitarie e i banchi di scuola. Sotto la guida di Donatella Savio, questi professionisti racconteranno la sfida quotidiana del tirocinio, un passaggio vitale per trasformare la teoria accademica in competenza d’aula.
Una responsabilità sociale
L’evento, che vedrà la partecipazione del Rettore Alessandro Reali e dei vertici dell’Ufficio Scolastico Regionale e Territoriale, non è destinato ai soli addetti ai lavori. Come sottolinea Morandi, si tratta di “una bella occasione per ripensare alle funzioni dell’Università e alle sue responsabilità sociali”, sottolineando come la qualità della formazione docente abbia una ricaduta diretta e profonda su tutto il territorio.
Info e contatti: per ulteriori dettagli sul programma e sulle modalità di partecipazione, è possibile consultare il portale dell’Ateneo all’indirizzo portale.unipv.it o contattare la segreteria organizzativa all’email: tfa@unipv.it.