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L’allarme dei contoterzisti pavesi: “Senza ponti e strade, l’impresa muore”

Tra droni e precision farming, il nodo infrastrutture frena il comparto. Bargigia, Presidente Uncai Pavia: "Serve un’alternativa alla tangenziale"

L’allarme dei contoterzisti pavesi: “Senza ponti e strade, l’impresa muore”

L’assemblea di Uncai Pavia ha celebrato l’innovazione tecnologica e la sostenibilità dei contoterzisti in agricoltura, denunciando però il critico isolamento logistico del settore: “Senza ponti e strade, l’impresa muore”. Tra i costi elevati per le revisioni e la spinta verso un Albo professionale, la categoria chiede alle istituzioni interventi infrastrutturali urgenti per non bloccare lo sviluppo dell’agricoltura pavese (foto di copertina: parte del Consiglio di Uncai Pavia).

L’allarme dei contoterzisti pavesi in agricoltura

Può un trattore a guida satellitare, capace di rigenerare il suolo con precisione chirurgica, essere sconfitto da un cartello di divieto o da un ponte troppo stretto? La risposta emersa dall’Assemblea annuale di Uncai Pavia, ospitata nella Tenuta il Tenchio di Casirate Olona (MI), è un amaro “sì”. Nonostante i contoterzisti rappresentino il motore di un’economia che in provincia di Pavia vanta una superficie agricola (54%) e un’incidenza economica del settore (2,5%) doppie rispetto alla media regionale, il settore si trova oggi a un bivio strategico tra innovazione hi-tech e isolamento logistico.

Tenuta Il Tenchio

“Senza ponti e strade, l’impresa muore”

Il tema della viabilità è stato il vero protagonista dell’incontro. Il Presidente di Uncai Pavia, Giovanni Bargigia, non ha usato giri di parole per descrivere l’isolamento della categoria: “Senza ponti e strade, l’impresa muore”. Un monito che pesa come un macigno in una provincia dove l’agricoltura occupa il 54% della superficie.

“Stiamo cercando un dialogo con i sindaci”, ha spiegato Bargigia, “ma ad oggi non esiste un’alternativa alla tangenziale per attraversare la città con i nostri mezzi. Abbiamo la tecnologia per curare i campi, ma ci mancano i ponti sul Ticino per raggiungerli”.

Una criticità ammessa anche dal Vice Presidente della Provincia, Serafino Carnia, che ha promesso un tavolo di confronto con Anas per ricucire lo strappo viabilistico tra Lomellina e Pavese.

Giovanni Bargigia (sx) e Serafino Carnia

La rivoluzione della salute del suolo

Oltre le proteste, c’è però una categoria che investe. Il modello presentato da Andrea Moretti (Acqua & Sole) è l’esempio di come la sinergia tra contoterzisti e industria possa salvare l’ambiente. Nel 2025, la distribuzione di fertilizzante organico tramite iniezione diretta ha interessato 4.500 ettari: una tecnica che azzera odori ed emissioni, restituendo vita alla terra attraverso l’economia circolare. Un’evoluzione che richiede macchine all’avanguardia (come discusso dagli esperti di Massey Ferguson, Trelleborg, Agripneus e MPM), ma che deve fare i conti con i costi della burocrazia: la revisione dei “trattori veloci” impone alle officine investimenti da oltre 150mila euro per i soli banchi prova.

Un momento dell’incontro

Per il Presidente Nazionale UNCAI, Aproniano Tassinari, la sfida è anche culturale: “Dobbiamo parlare con una voce sola per avere peso politico. Le tecnologie sono inutili senza operatori formati”.

La metafora del settore è racchiusa nelle parole del Presidente Onorario, Giuliano Chioetto, che ha definito i contoterzisti come “persone che non si lamentano mai”, capaci di vendere fiducia prima ancora che servizi.

L’Albo Professionale

Il futuro passa però anche dal riconoscimento legale. L’assemblea ha ribadito la volontà di arrivare a un Albo professionale nazionale dei contoterzisti, uno strumento che definisca competenze e professionalità in modo uniforme. Solo così, tra pannelli agrisolari per l’efficienza energetica e nuove tecnologie di precisione, la categoria potrà garantire un futuro alle nuove generazioni di agromeccanici, a patto che la politica locale e nazionale decida finalmente di costruire quei ponti – reali e metaforici – necessari al lavoro.