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Terme di Salice, il rilancio è realtà: entro fine febbraio i primi cantieri

Dopo anni di abbandono e un lungo iter burocratico, la proprietà rompe il silenzio: "Cronoprogramma rispettato. Comprendiamo le preoccupazioni, ma il percorso era obbligato"

Terme di Salice, il rilancio è realtà: entro fine febbraio i primi cantieri

Terme & Spa Italia annuncia l’avvio operativo del rilancio delle Terme di Salice (foto di copertina), a febbraio partiranno le prime demolizioni e lo “strip out” del complesso. Superati i nodi burocratici e ottenuti i permessi, il cronoprogramma garantisce il rispetto della scadenza finale di ottobre 2026.

Terme di Salice: primi cantieri a febbraio

Di fronte allo spettro del passato e alle incertezze del presente, le Terme di Salice scelgono la strada della trasparenza. Dopo decenni di oblio e una complessa procedura fallimentare, il motore del cambiamento sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta. La società Terme & Spa Italia, attuale proprietaria del comparto, ha risposto ufficialmente alle preoccupazioni della comunità locale e delle forze politiche, delineando una roadmap chiara che vede nel mese di febbraio 2026 il punto di svolta operativo.

Un lungo iter burocratico

Per anni, i cancelli chiusi delle terme sono stati il simbolo di un’inerzia difficile da accettare. Tuttavia, dietro quelle serrande abbassate, si è consumata una battaglia silenziosa fatta di carte bollate e regolarizzazioni amministrative. La proprietà ha chiarito che il ritardo percepito è stato il tempo necessario per sanare una situazione patrimoniale critica ereditata dal Tribunale. Senza la definizione della convenzione con il Comune di Godiasco Salice Terme e il riassetto delle aree del Parco, ogni mattone posato sarebbe stato illegittimo. Oggi, con i permessi di costruire in mano (rilasciati a ottobre 2025), quel labirinto burocratico è finalmente alle spalle.

Via libera della Soprintendenza

Il progetto non è solo un’iniziativa privata, ma un’operazione di ampio respiro sostenuta anche da capitali pubblici. Grazie al programma A.R.E.S.T. della Regione, il Comune beneficerà di un contributo superiore ai due milioni di euro. Fondamentale è stato anche il semaforo verde della Soprintendenza, che ha avallato un piano di recupero capace di rispettare il valore storico del complesso termale pur proiettandolo verso standard di accoglienza moderni.

Demolizioni e “strip out”

Il cronoprogramma è ora definito. Entro la fine di febbraio inizieranno le manovre di demolizione della ex “Casa del Custode”, un passaggio chiave che permetterà al Comune di acquisire l’area destinata alla nuova piazza pubblica. Parallelamente, all’interno del complesso principale, inizieranno le attività di “strip out”: una fase di smantellamento selettivo dei materiali interni necessaria per rifinire i progetti esecutivi e dare il via ai cantieri pesanti.

“Comprendiamo le preoccupazioni, ma il percorso era obbligato“, riporta in una nota la società.

Inizio lavori

L’obiettivo dichiarato è garantire la sostenibilità a lungo termine di un investimento che punta a trasformare un relitto industriale in un’eccellenza del benessere. Con l’obbligo di avvio formale dei lavori fissato per ottobre 2026, la proprietà assicura che i tempi saranno rispettati, trasformando le promesse in realtà tangibile per cittadini e operatori economici.