Coldiretti Pavia denuncia il calo dei prezzi del riso italiano dovuto all’aumento delle importazioni a basso costo, spesso non conformi agli standard europei, mettendo a rischio la sostenibilità del settore. Si chiede maggiore tutela, controlli più severi e clausole di salvaguardia per proteggere i risicoltori locali.
Prezzi del riso in caduta libera
Il comparto del riso italiano, fiore all’occhiello del Made in Italy agroalimentare, sta attraversando una crisi profonda. A lanciare l’allarme è Coldiretti Pavia, che denuncia un calo continuo e ingiustificato dei prezzi riconosciuti ai risicoltori, ormai da mesi ben al di sotto dei costi di produzione. Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia, sottolinea come questa situazione metta a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende agricole locali.

Invasione importazioni a basso costo
Uno dei fattori che contribuiscono a questa crisi è l’aumento massiccio delle importazioni di riso dall’estero. Nel 2024 sono stati importati in Italia circa 300 milioni di chili di riso, per quasi il 75% provenienti dall’Asia. Nei primi dieci mesi del 2025, queste importazioni sono cresciute del 9%. Un dato preoccupante, soprattutto alla luce delle analisi che hanno rilevato la presenza di sostanze chimiche vietate nell’Unione Europea, come fungicidi e insetticidi con effetti cancerogeni e neurotossici nel riso indiano, e un fungicida che altera la funzione ormonale nel riso paraguayano.
Dazi zero e dumping
Nonostante i rischi per la salute e la sicurezza, il 60% del riso importato in Italia gode del regime di dazio zero. Dal 2009, grazie al programma EBA (“Everything But Arms”), le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, aggravando una situazione di dumping che coinvolge anche sospetti sfruttamenti di lavoro minorile. Questa concorrenza sleale mette in seria difficoltà i produttori italiani, che si trovano a competere con prodotti a basso costo e standard di sicurezza inferiori.
Costi di produzione in aumento e mancanza di tutele
Parallelamente al crollo dei prezzi, i risicoltori devono affrontare un aumento strutturale dei costi di produzione, con fertilizzanti, energia e mezzi tecnici che negli ultimi anni hanno subito incrementi a doppia cifra. Coldiretti denuncia come il mercato interno sia distorto da importazioni che non rispettano le stesse regole imposte agli agricoltori italiani, creando un doppio svantaggio per chi produce localmente.
La richiesta di Coldiretti
Per affrontare questa emergenza, Coldiretti Pavia chiede l’applicazione del principio di reciprocità nelle importazioni agroalimentari, affinché gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità siano rispettati da tutti i Paesi esportatori. Serve inoltre un rafforzamento dei controlli e l’assegnazione all’Italia della sede dell’Authority doganale europea, proposta avanzata dal Governo italiano su sollecitazione di Coldiretti.
Tra le misure urgenti richieste vi è l’introduzione di una clausola di salvaguardia automatica e tempestiva, basata sull’andamento dei prezzi, che possa proteggere il settore da fluttuazioni eccessive. Coldiretti insiste anche sull’importanza di tutele concrete per il reddito degli agricoltori, fondamentali per garantire la sostenibilità economica e produttiva del riso italiano.
“Difendere il riso pavese significa difendere la sovranità alimentare europea, il lavoro agricolo e un patrimonio che non può essere sacrificato alle logiche del massimo ribasso”, conclude Silvia Garavaglia.
La salvaguardia di questo settore è dunque una questione cruciale non solo per l’economia locale, ma per l’intera filiera agroalimentare italiana ed europea.