Sette agenti della Casa Circondariale di Pavia sono stati feriti da un detenuto con problemi psichiatrici durante una perquisizione. Il SAPPE denuncia la pericolosa situazione del personale e chiede interventi urgenti per garantire sicurezza e tutela.
Ennesima aggressione in carcere a Pavia
Mattinata drammatica alla Casa Circondariale di Pavia: un detenuto ha aggredito sette operatori di Polizia Penitenziaria durante una regolare perquisizione della sua cella. Secondo quanto denunciato da Alfonso Greco, segretario nazionale lombardo del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), si tratta di un episodio grave che evidenzia i rischi quotidiani a cui è esposto il personale penitenziario.
Feriti sette agenti penitenziari
Il detenuto, straniero e con accertati problemi psichiatrici, si trovava in regime di detenzione protetta. Al momento della perquisizione, ha reagito con violenza, ferendo due Ispettori e cinque Agenti. Le lesioni riportate dal personale hanno richiesto cure ospedaliere, con prognosi fino a dieci giorni.
Greco sottolinea che l’aggressore non è nuovo a episodi di violenza: sei mesi fa aveva già aggredito un Assistente Capo.
“Questo caso conferma la pericolosa recidività di condotte aggressive e l’altissimo livello di rischio cui sono esposti gli agenti”, spiega il sindacalista.
Secondo il SAPPE, il ripetersi di episodi simili è il frutto di più criticità: carenza di organico, gestione inadeguata dei detenuti con gravi disturbi psichiatrici e permanenza in strutture non idonee a garantire sicurezza e cure.
“Non è più accettabile”
Il sindacato esprime piena solidarietà agli agenti feriti e chiede interventi immediati:
“Non è più accettabile che la Polizia Penitenziaria paghi il prezzo più alto delle falle di un sistema che non tutela chi lavora in prima linea e non garantisce percorsi sanitari adeguati per i detenuti con patologie psichiatriche”, continua Greco.
Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, la situazione negli istituti penitenziari italiani è ormai critica. Le aggressioni al personale sono aumentate costantemente, e ogni atto violento ai danni degli agenti rappresenta un attacco diretto allo Stato, richiedendo risposte decise da parte delle autorità.
Misure urgenti
Il SAPPE propone l’adozione di strumenti concreti per la tutela degli agenti, come lo spray al peperoncino, già diffuso per legittima difesa tra i cittadini. Inoltre, denuncia lo stato di esasperazione del personale, dovuto a risorse insufficienti, scarsità di supporto istituzionale e presenza elevata di detenuti stranieri o con disturbi psichiatrici.
Ulteriori fattori di rischio includono la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, il numero limitato di espulsioni e l’aumento di detenuti violenti, tutti elementi che compromettono gravemente la sicurezza negli istituti.
Capece conclude sottolineando che il Corpo di Polizia Penitenziaria garantisce ogni giorno sicurezza e legalità all’interno delle carceri e contribuisce al percorso rieducativo dei detenuti.
“Per continuare a svolgere questa funzione essenziale, servono uomini, mezzi, norme adeguate e interventi concreti, non dichiarazioni di principio”, afferma.