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Logistica in ginocchio sull’asse Pavia-Oltrepò: il “conto” del Ponte di Bressana vale 17 milioni

Autotrasporto al collasso: imprese e parlamentari a confronto in Provincia per arginare l'emorragia di costi e fatturato

Logistica in ginocchio sull’asse Pavia-Oltrepò: il “conto” del Ponte di Bressana vale 17 milioni

Il blocco del Ponte di Bressana sta gravando sulle imprese di autotrasporto con costi extra per 17 milioni di euro tra carburante e pedaggi. Al tavolo in Provincia di Pavia, le associazioni di categoria e i parlamentari hanno cercato soluzioni urgenti, come ristori nazionali e deroghe ai divieti comunali, per salvare la competitività del territorio.

Logistica in ginocchio

Non è solo una questione di traffico o di viabilità interrotta: il cantiere sul Ponte di Bressana si è trasformato in una voragine finanziaria per il tessuto produttivo locale. Quello che doveva essere un necessario intervento infrastrutturale sta presentando un conto salatissimo, quantificato in oltre 17 milioni di euro di costi aggiuntivi per le imprese di autotrasporto. È questo il dato allarmante emerso durante il tavolo di confronto urgente convocato ieri (26 gennaio 2026) a Palazzo Botta dal Presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli, alla presenza dei parlamentari pavesi e delle sigle artigiane.

Costi extra

Il cuore del problema risiede nelle deviazioni obbligate. Da luglio 2025, i mezzi pesanti sono costretti a percorrere tratte autostradali alternative, con un impatto devastante sui bilanci aziendali. Simone Stefanuto (CNA Fita Pavia) ha presentato numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: ogni singola tratta tra l’Oltrepò e Milano subisce un rincaro di oltre 60 euro.

Questi extra-costi sono generati da un mix micidiale:

  • Impennata dei consumi di carburante per i tragitti più lunghi;
  • Pedaggi autostradali prima non previsti;
  • Maggiore usura dei mezzi e incremento delle ore di lavoro del personale.
  • Imprese fuori mercato: il rischio chiusura

“A causa della deviazione – ha spiegato Stefanuto – il costo è aumentato di oltre 60 euro per un singolo viaggio dalla zona a sud del Ponte verso Milano, con costi analoghi per chi dal Pavese deve raggiungere l’Oltrepò. I lavori coinvolgono la quasi totalità delle imprese di autotrasporto oltrepadane e una quota rilevante di quelle pavesi, per una stima complessiva di oltre 17 milioni di euro di costi aggiuntivi nel corso dell’anno di lavori”.

Allarme competitività

Oltre ai costi vivi, c’è l’allarme competitività lanciato da Luciano Castellin, Presidente di CNA Pavia. Molte aziende, per non lavorare in perdita, sono state costrette a ritoccare i listini, finendo però per essere tagliate fuori dal mercato.

“Si registrano viaggi annullati e contratti non rinnovati”, ha spiegato Castellin, sottolineando come molte tariffe siano ormai insostenibili.

Tra le proposte concrete messe sul tavolo per alleggerire la pressione, spicca la richiesta ai Comuni di sospendere temporaneamente i divieti di transito per i mezzi pesanti su percorsi alternativi, cercando di accorciare i chilometri percorsi e mitigare i danni.

L’incontro

All’incontro hanno partecipato il Vice Presidente del Senato Gian Marco Centinaio e i deputati Paola Chiesa e Alessandro Cattaneo. I parlamentari hanno raccolto il grido d’aiuto del territorio, impegnandosi a verificare la fattibilità di misure di sostegno e ristori a livello nazionale per compensare le perdite subite dal comparto logistico pavese.

La Provincia di Pavia, dal canto suo, ha garantito che il tavolo di confronto resterà permanente. L’obiettivo è monitorare l’avanzamento dei lavori e, soprattutto, fare pressione affinché le istituzioni superiori non abbandonino le imprese dell’Oltrepò in questa fase di emergenza che durerà almeno per tutto il 2026.