I Carabinieri della Compagnia di Pavia hanno effettuato un’operazione di controllo mirata nell’area di Piazza Emanuele Filiberto, con particolare attenzione alle fermate degli autobus frequentate da studenti prima dell’ingresso a scuola, utilizzando anche metal detector.
Controlli a Pavia con metal detector
In risposta ai recenti episodi di violenza che hanno scosso alcune scuole italiane, i Carabinieri della Compagnia di Pavia hanno messo in atto un’operazione di controllo particolarmente articolata nell’area di Piazza Emanuele Filiberto. Tre pattuglie hanno identificato oltre 40 giovani e giovanissimi, sottoponendoli a controlli alle fermate degli autobus prima dell’ingresso a scuola. L’uso di metal detector ha permesso di verificare la presenza di armi bianche o sostanze stupefacenti, senza però riscontrare irregolarità.

L’Arma ha confermato l’impegno a proseguire con attività di prevenzione e vigilanza nelle zone frequentate dai giovani, con l’obiettivo di scongiurare episodi di violenza.

Controlli anche alle stazioni di Mortara e Vigevano
Parallelamente, analoghe verifiche sono state effettuate nei giorni scorsi nelle stazioni ferroviarie di Mortara e Vigevano, luoghi che in passato hanno registrato episodi di violenza. Durante le ore di punta, gli equipaggi, anch’essi dotati di metal detector, hanno effettuato controlli a campione sui pendolari per individuare eventuali armi o oggetti pericolosi.

La proposta del ministro Valditara
A seguito dell’omicidio avvenuto a La Spezia, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato l’intenzione di introdurre metal detector negli istituti scolastici considerati più vulnerabili, in collaborazione con prefetti e autorità locali.
“È fondamentale impedire che i giovani portino armi a scuola, ma serve anche promuovere responsabilità, maturità e rispetto dell’autorità,” ha dichiarato il ministro, sottolineando la necessità di una vera rivoluzione culturale per evitare che la violenza si sposti altrove.
Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha confermato che il provvedimento è in fase avanzata e potrebbe essere discusso in Consiglio dei ministri entro fine mese.
Secondo le anticipazioni, il piano prevede:
- Installazione di metal detector agli ingressi delle scuole, seguendo l’esempio di alcune zone di Napoli;
- Sanzioni amministrative immediate per chi viene trovato in possesso di armi bianche, con possibili sospensioni di patente e passaporto;
- Arresto in flagranza o misure cautelari per i minori sorpresi con coltelli, con aggravanti se l’episodio avviene vicino a scuole, stazioni o luoghi pubblici.
Un fenomeno preoccupante
Le cronache degli ultimi anni mostrano un aumento di episodi violenti tra i giovani, che coinvolgono non solo le scuole superiori ma anche le medie. Risse, aggressioni con coltelli o oggetti contundenti, spesso riprese con i cellulari, sono purtroppo frequenti.
Lo studio ESPAD Italia del Cnr evidenzia che circa il 45% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver compiuto almeno un atto violento nell’ultimo anno, un dato stabile rispetto all’anno precedente ma in crescita rispetto al periodo pre-pandemia, quando la percentuale era intorno al 33%.
Accanto alle misure di sicurezza, cresce la richiesta di un intervento educativo strutturale. Dopo la tragedia di La Spezia, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha sollecitato il ministro Valditara a consentire l’installazione di metal detector nelle scuole che ne facciano richiesta, ma anche a investire stabilmente in supporto psicologico, educazione emotiva e prevenzione dei conflitti.
Secondo il CNDDU, garantire la sicurezza è un prerequisito fondamentale per il diritto allo studio e non è in contraddizione con l’educazione ai diritti umani: senza ambienti protetti, infatti, il diritto allo studio rischia di essere compromesso.