ATTUALITÀ

Lupo ucciso a colpi d’arma da fuoco a Sommo: allarme bracconaggio nel Pavese

LEAL denuncia l’accaduto e attacca il possibile declassamento della specie: “Rischio strage”

Lupo ucciso a colpi d’arma da fuoco a Sommo: allarme bracconaggio nel Pavese

Un lupo è stato trovato gravemente ferito vicino a Sommo e gli accertamenti hanno rivelato che era stato colpito da un’arma da fuoco, morendo poco dopo nonostante i soccorsi. LEAL ha denunciato l’episodio e lancia l’allarme contro il bracconaggio e il possibile declassamento della protezione della specie (foto di copertina: Antonio Iannibelli)

Lupo ucciso a colpi d’arma da fuoco

Non è morto per un incidente stradale, come inizialmente si era pensato. Il lupo rinvenuto nei pressi di Sommo era stato colpito da un’arma da fuoco. A stabilirlo sono stati gli esami radiografici effettuati dopo il recupero dell’animale, trovato in condizioni gravissime e ormai in fin di vita.

La segnalazione alla Polizia Provinciale è scattata immediatamente, seguita dal rapido intervento del CRAS. Ogni tentativo di salvarlo, però, si è rivelato inutile: il lupo è morto poche ore dopo, diventando l’ennesima vittima del bracconaggio che continua a colpire la fauna selvatica italiana.

La denuncia di LEAL

Sull’episodio è intervenuta LEAL – Lega Antivivisezionista, che ha presentato formale denuncia. L’associazione, attraverso il responsabile fauna selvatica Cristiano Fant, esprime forte allarme per quello che considera un segnale preoccupante e tutt’altro che isolato.

“Alla luce dell’ennesimo caso di bracconaggio, si conferma la pericolosità del sapiens nei confronti della biodiversità. Ogni lupo ucciso è un grave danno per l’ambiente ed è il risultato di una cultura atavica e limitata, oltre che di evidenti mancanze in tema di prevenzione. L’Italia è la fotografia di un mondo che non sa convivere con sé stesso: una specie che si autodefinisce ‘la più evoluta’ ma che continua a essere la più violenta e dannosa del pianeta, incapace persino di porre rimedio ai propri errori. Se il Senato voterà sì al declassamento, prepariamoci a una strage che moltiplicherà i circa 300 lupi uccisi ogni anno”.

Photo Credit: Antonio Iannibelli

Secondo LEAL, episodi come quello di Sommo rischiano di moltiplicarsi in un contesto già fragile. L’associazione richiama l’attenzione sul dibattito politico in corso relativo allo status di protezione del lupo.

LEAL contesta duramente la decisione dell’Italia di aderire al declassamento dello stato di protezione del lupo, già approvata dalla Camera nel dicembre scorso. Una scelta che l’associazione giudica priva di solide basi scientifiche e dettata da pressioni politiche o interessi di categoria.

L’organizzazione ha già presentato un ricorso contro il provvedimento e annuncia nuove iniziative sul piano legale e istituzionale.

“Siamo pronti a intervenire in tutte le sedi contro il declassamento in Italia”, si legge in una nota dell’organizzazione. Fant aggiunge: “Grave sarebbe il pregiudizio che ne deriverebbe, poiché non esistono basi scientifiche valide a sostegno di una decisione tanto pesante, che rischierebbe di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio ambientale”.

Questione ecologica, non ideologica

Per LEAL, la tutela del lupo va ben oltre una battaglia simbolica o etica. Si tratta, sottolinea l’associazione, di una necessità ecologica fondamentale.

“Un Paese che non protegge le proprie specie e il loro ruolo negli ecosistemi – conclude Fant – è un Paese che rinuncia alla biodiversità e mette a rischio il proprio futuro”.