Il senatore Gian Marco Centinaio denuncia un maxi impianto agrivoltaico di 84 ettari a Sommo e Bastida Pancarana, ritenendolo incompatibile con il territorio e la vocazione agricola. Chiede l’intervento dei ministri per tutelare paesaggio, comunità e risorse naturali (foto di copertina creata con AI).
Allarme agrivoltaico
Un progetto di agrivoltaico di dimensioni record rischia di stravolgere il paesaggio agricolo della Lomellina. Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e senatore pavese della Lega, ha sollevato la questione con una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, chiedendo un intervento immediato per tutelare le comunità locali e la vocazione agricola del territorio.
“Collocare un impianto di oltre 84 ettari in Comuni con aree abitate di soli 48 ettari significherebbe alterare profondamente l’intero territorio”, sottolinea Centinaio, evidenziando i rischi legati all’equilibrio paesaggistico e alla vita delle comunità coinvolte.

Rischi ambientali
Il senatore ricorda inoltre che l’area interessata si trova vicino agli argini del fiume Po, le cui piene hanno già eroso parte dei campi circostanti. “Le proporzioni dell’impianto non sono compatibili con uno sviluppo integrato del territorio”, afferma, invitando a considerare attentamente i rischi idrogeologici e le conseguenze sul paesaggio.
Energie rinnovabili sì, ma con equilibrio
Centinaio precisa che la critica non è alla produzione di energia da fonti rinnovabili, “giustamente da incentivare”, ma all’impatto sugli ecosistemi, sul patrimonio culturale e sulle aree agricole. Secondo il vicepresidente del Senato, trasformare campi agricoli in distese di pannelli fotovoltaici senza il consenso dei sindaci e dei cittadini rappresenta una minaccia per la qualità dell’aria, dei corsi d’acqua e del territorio stesso.
“Non possiamo permettere che l’espansione degli impianti fotovoltaici comprometta la protezione delle nostre risorse naturali e culturali”, conclude Centinaio, ribadendo la necessità di un intervento governativo per salvaguardare il territorio pavese.