cronaca

Truffe ai bancomat per 500mila dollari in California: 30enne ricercato arrestato nel Pavese

Faceva parte di una sofisticata organizzazione criminale che colpiva gli sportelli di San Diego e ora si nascondeva nella nostra provincia

Truffe ai bancomat per 500mila dollari in California: 30enne ricercato arrestato nel Pavese

Ricostruiti i suoi spostamenti quotidiani, gli agenti di Pavia e Lodi, lo hanno atteso alle prime luci dell’alba fuori dalla sua abitazione, procedendo all’arresto.

Truffe da 500mila euro in California

Un’indagine che parte dai bancomat della California e si conclude tra le strade della provincia di Pavia. È finita così la latitanza di un cittadino romeno di 30 anni, arrestato nelle prime ore di giovedì 15 gennaio 2026 dalla Polizia di Pavia e di Lodi perché ricercato dagli Stati Uniti con l’accusa di far parte di una sofisticata organizzazione criminale.

Il 30enne era destinatario di un mandato d’arresto internazionale per violazioni del codice penale americano. I capi di imputazione contestati prevedono pene severe. L’accusa è di avere avuto un ruolo attivo in una rete criminale che tra il 2023 e il 2024 ha messo a segno numerose truffe in California, causando un danno economico superiore ai 500mila dollari.

La tecnica dello skimming

Al centro dell’inchiesta c’è la tecnica dello skimming, una delle frodi informatiche più insidiose nel settore bancario. Lo skimming consiste nell’installazione di dispositivi illegali – come microcamere nascoste o lettori di bande magnetiche – su sportelli ATM, Bancomat o casse automatiche.

Questi strumenti, abilmente nascosti, consentono ai criminali di registrare i dati delle carte di pagamento e il relativo pin nel momento in cui l’utente effettua un’operazione. Una volta acquisiti i dati, le informazioni vengono utilizzate per clonare le carte o per effettuare prelievi e transazioni, spesso senza che le vittime se ne accorgano immediatamente.

Svuotava i conti delle vittime

Nel caso specifico, l’organizzazione criminale avrebbe preso di mira le carte di debito EBT (Electronic Benefit Transfer), distribuite dal governo federale statunitense ai beneficiari di prestazioni sociali. Queste carte permettono l’accesso a sussidi in denaro e buoni pasto destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Attraverso l’installazione di dispositivi tecnologici avanzati sugli sportelli bancomat di San Diego, il gruppo riusciva a carpire numeri seriali e pin di numerose carte EBT. I dati venivano poi utilizzati per fabbricare carte contraffatte, identiche agli originali ma in grado di svuotare i conti delle vittime.

Con queste carte clonate, i membri dell’organizzazione avrebbero effettuato prelievi in vari ATM della California, superando complessivamente il mezzo milione di dollari sottratti.

Arrestato nel Pavese

Ricevuto il mandato d’arresto dal servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, gli investigatori italiani si sono immediatamente attivati. I primi accertamenti hanno condotto a un’abitazione di Sant’Angelo Lodigiano dove però il ricercato non risultava più residente da tempo.

Ulteriori riscontri hanno poi indirizzato le indagini nel territorio pavese dove l’uomo ha vissuto e lavorato. Ricostruiti i suoi spostamenti quotidiani, gli agenti delle Squadre Mobili di Pavia e Lodi, coordinati dal Servizio Centrale Operativo di Roma, lo hanno atteso alle prime luci dell’alba fuori dalla sua abitazione, procedendo all’arresto senza problemi.

Dopo gli atti di rito presso la Questura di Pavia, il romeno è stato trasferito alla casa circondariale locale dove rimarrà in attesa delle procedure di estradizione verso gli Stati Uniti.