CRONACA

Candeggina negli occhi e mani schiacciate nel cancello: detenuti feriscono due agenti in carcere a Pavia

Nicotra (CON.SI.PE.): "Non è più emergenza, è violenza sistemica. Servono risposte immediate"

Candeggina negli occhi e mani schiacciate nel cancello: detenuti feriscono due agenti in carcere a Pavia

Nel carcere di Pavia due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti durante gravi episodi di violenza, tra cui il lancio di candeggina e lo schiacciamento di una mano in un cancello. Il sindacato CON.SI.PE. denuncia una situazione ormai fuori controllo e chiede interventi immediati per garantire la sicurezza del personale.

Due agenti feriti in carcere a Pavia

La giornata di martedì 13 gennaio 2026 nel carcere di Pavia si è trasformata in una sequenza di episodi di estrema violenza, culminati nel ferimento di due agenti di polizia penitenziaria. Non si è trattato di una semplice protesta o di momenti di tensione isolati, ma di azioni che hanno messo seriamente a rischio l’incolumità del personale in servizio.

Candeggina contro un agente

Durante i disordini, un detenuto di origine straniera ha scagliato della candeggina direttamente sul volto di un agente. L’uomo ha rischiato gravi danni alla vista ed è stato immediatamente soccorso. Un gesto che, secondo i sindacati, segna un ulteriore e preoccupante salto di qualità nella violenza all’interno degli istituti penitenziari.

Mano schiacciata nel cancello

In un altro episodio, un secondo agente è stato aggredito mentre svolgeva le proprie funzioni: un detenuto gli avrebbe chiuso volontariamente la mano nel cancello della sezione. Un atto deliberato, che ha provocato lesioni e che viene descritto come una violenza brutale e intenzionale.

La denuncia del sindacato

A rendere pubblica la gravità dei fatti è Mimmo Nicotra, presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), che parla senza mezzi termini:

Quello che è accaduto a Pavia non può essere liquidato come disordine interno. Siamo davanti a una ferocia inaudita, a una vera e propria macelleria. È inaccettabile che chi garantisce la sicurezza paghi un prezzo così alto”.

Secondo Nicotra, l’episodio di Pavia rappresenta solo l’ennesimo campanello d’allarme di un sistema penitenziario allo stremo, segnato da carenze di organico, sovraffollamento e condizioni operative sempre più difficili.

Serve un cambio di passo immediato – conclude –. Non bastano più le parole di solidarietà: occorrono misure concrete per tutelare il personale e ristabilire condizioni minime di sicurezza”.