Quando la conduttrice gli ha chiesto chi ha ucciso Chiara Poggi, Sempio – indagato per omicidio in concorso – ha fatto il nome di Alberto Stasi.
Sempio ospite da Silvia Toffanin a Verissimo
Prosegue il tour di Andrea Sempio nei programmi televisivi per ribadire la sua innocenza in merito al caso Garlasco. Questa volta ha scelto il salotto televisivo di Verissimo su Canale 5 con Silvia Toffanin per raccontare la sua versione dei fatti sull’omicidio di Chiara Poggi che, a distanza di quasi diciannove anni, continua a dividere l’opinione pubblica.
Sempio è oggi indagato per omicidio in concorso e la prima cosa che gli ha chiesto la conduttrice, nel corso della puntata andata in onda nel pomeriggio di domenica 11 gennaio 2026, è proprio come si è sentito l’11 marzo quando ha saputo di essere indagato una terza volta in quell’anno, il 2025, che definisce il più brutto della sua vita.
“Quando ho saputo di essere indagato è stato uno shock. Vengo chiamato in caserma e mi presentano questo foglio, da lì è finita. Quello che vivevo fino a quel punto è finito ed è iniziato questo periodo di caos. Da lì è cambiato tutto“.

“È diventata come una serie tv”
“Mi sento un colpevole desiderato“.
Un’espressione che riassume il peso mediatico che, secondo lui, si è sovrapposto a quello giudiziario. Sostiene infatti che dal punto di vista giuridico la situazione è abbastanza lineare e tranquilla, ma da quello mediatico, si sono create delle vere e proprie tifoserie.
“C’è una parte della gente che ce l’ha con me, che vuole festeggiare una mia condanna. È diventata come una serie tv di cui sono, mio malgrado, uno dei protagonisti”.
Il Dna sotto le unghie: “Inattendibile”
Sul piano processuale, Sempio non nasconde la consapevolezza dei prossimi passaggi.
“Ci aspettiamo di arrivare a un’udienza preliminare – spiega – ma dopo puntiamo al proscioglimento. Non credo ci siano elementi per andare avanti nel processo“.
Uno dei punti più discussi della nuova indagine riguarda il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la linea familiare di Sempio. Un elemento che lui dice di non temere.
“Le verifiche fatte dalla genetista partono da una base non attendibile perché il materiale era poco e conservato male. Da queste verifiche è emerso che questo materiale non è compatibile con nessuno. Poi, di fronte alla richiesta di un’ulteriore indagine, viene fuori la possibilità di una compatibilità, ma viene ribadito anche che si tratta di risultati inattendibili”.

L’impronta trovata sul muro
Altro tassello finito sotto la lente degli inquirenti è il presunto ritrovamento di un’impronta a lui attribuibile sul muro della cantina di casa Poggi. Anche qui Sempio ridimensiona il peso dell’indizio.
“Anche se fosse ascrivibile a me, non si tratta di un’impronta insanguinata, ma di un’impronta normalissima su una parete dove ce ne sono molte altre, comprese quelle del fratello, dei carabinieri e di persone non identificate. È un punto in cui era naturale appoggiare la mano scendendo in cantina“.
La questione dello scontrino
Toffanin ha poi affrontato il discorso dello scontrino del parchimetro, risalente alla mattina del giorno dell’omicidio, conservato per un anno e ha chiesto a Sempio come mai lo avesse tenuto.
“Successo quello che è successo, mi sembra normale che se uno ha qualcosa che può acclarare le sue dichiarazioni, la sua posizione. Era normale che avrebbero sentito tutti e l’ho tenuto come conferma“.
I biglietti scritti e il rapporto con la vittima
Non meno delicata la questione dei bigliettini scritti di suo pugno che aggraverebbero la sua posizione.
“Ho sempre scritto fin da piccolo – racconta – Diari, quaderni, pensieri. Ora non lo faccio più. Non ho visto il biglietto su cui avrei scritto “Ho fatto cose inimmaginabili”, ma se è quello che penso io non era riferito a qualcosa di brutto. Dopo una giornata molto caotica ho scritto quella frase, ma non c’entra nulla con l’inchiesta”.
Sempio chiarisce anche il rapporto con la vittima, smentendo ogni ipotesi di coinvolgimento sentimentale. Il loro rapporto non sarebbe andato oltre un semplice saluto. A sua detta, la incrociava perché era molto amico di suo fratello.
Nel corso dell’intervista, Sempio ha parlato anche dei suoi genitori con cui vive e dello stress a cui sono sottoposti costantemente. Ma nonostante le difficoltà, non parla di una vita completamente rovinata.
La revoca del mandato all’avvocato Lovati
Nel corso dell’intervista, Andrea Sempio affronta anche il tema della revoca del mandato al suo avvocato, Massimo Lovati.
“È stata una decisione molto difficile e sofferta. Provo affetto e stima per l’avvocato Lovati, ma avevamo un’idea diversa sulla linea difensiva. Non è vero che ho revocato il mandato per l’eccessiva esposizione mediatica. Non nego che si sia fatto prendere la mano e si sia fatto tirare dentro, ma questo ha inciso sul resto, non è stato determinante”.
Chi ha ucciso Chiara: “Credo Alberto Stasi”
Infine, la domanda più spinosa: chi ha ucciso Chiara Poggi? Sempio risponde senza esitazioni.
“Credo Alberto Stasi. Le sentenze hanno stabilito quello e non ho le competenze per metterle in dubbio”.
La risposta di Sempio:
Visualizza questo post su Instagram