Emerge anche la città di Pavia nelle indagini sull’omicidio a Bologna del capotreno Alessandro Ambrosio: il presunto responsabile, Marin Jelenic, era stato più volte controllato in città e il 30 dicembre 2025 trovato in possesso di un coltello.
Preso il presunto killer del capotreno
Pavia emerge come uno dei punti chiave nella ricostruzione dei movimenti di Marin Jelenic, il 36enne croato fermato a Desenzano del Garda (BS) e ritenuto il responsabile dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso la sera del 5 gennaio 2026 nel parcheggio della stazione di Bologna Centrale. Nelle settimane precedenti al delitto, il 36enne era stato più volte segnalato e controllato proprio nello scalo pavese, area che frequentava abitualmente durante i suoi spostamenti in treno nel Nord Italia.
Fermato a Pavia
Secondo quanto riportato da RaiNews.it, Jelenic si trovava a Pavia negli ultimi giorni del 2025. Il 30 dicembre era stato fermato dalle forze dell’ordine perché trovato in possesso di un coltello con lama di 24 centimetri: l’arma era stata sequestrata e il 36enne denunciato e successivamente rimesso in libertà.
Non si tratterebbe di un episodio isolato. Alcuni automobilisti hanno riferito di aver visto il 36enne anche nei giorni precedenti nella zona di piazza Minerva, a breve distanza dallo scalo ferroviario. La stazione di Pavia risulta infatti una delle fermate abituali di Jelenic, che viveva senza fissa dimora e trascorreva lunghi periodi spostandosi tra diverse città ferroviarie.
Gli archivi delle forze dell’ordine confermano controlli ripetuti non solo a Pavia, ma anche nelle stazioni di Milano Centrale, Lambrate, Bologna e ai valichi di frontiera di Trieste e Tarvisio. Un quadro che restituisce l’immagine di una presenza costante negli snodi ferroviari del Nord.
Il delitto a Bologna
L’omicidio è avvenuto intorno alle 18.30 del 5 gennaio 2025 nel piazzale Ovest della stazione di Bologna, lungo viale Pietramellara. Alessandro Ambrosio, dipendente Trenitalia e residente ad Anzola dell’Emilia, era fuori servizio quando è stato colpito alle spalle con una coltellata all’addome. A dare l’allarme è stato un collega che ha trovato il corpo in una pozza di sangue. I soccorsi si sono rivelati inutili.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano il presunto aggressore pedinare la vittima per diversi minuti prima dell’aggressione, senza che emergano segnali di una discussione o di un tentativo di rapina.
La fuga
Dopo l’aggressione, Jelenic sarebbe salito su un treno regionale diretto a Milano. Durante il viaggio avrebbe avuto comportamenti molesti nei confronti del personale ferroviario, tanto da essere fatto scendere a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino. Qui è stato identificato e poi rilasciato, poiché in quel momento non risultava ancora formalmente ricercato per l’omicidio.
Nelle ore successive sono arrivate segnalazioni da Milano, dove l’uomo avrebbe trascorso la notte tra il 5 e il 6 gennaio 2026 nella sala d’attesa dell’ospedale Niguarda, per poi rientrare verso la stazione Centrale. Le testimonianze raccolte hanno consentito di ricostruire in parte i suoi spostamenti.
Il fermo a Desenzano
Il fermo è scattato alla stazione di Desenzano del Garda, nel Bresciano, dove gli agenti hanno bloccato l’uomo, privo di documenti, e lo hanno identificato tramite impronte digitali. Durante il controllo, Jelenic avrebbe dichiarato di sapere di essere ricercato, senza però comprendere con precisione il motivo. Secondo la polizia, appariva confuso.
Su di lui gravava anche un provvedimento di allontanamento emesso dal prefetto di Milano, disposto dopo un controllo avvenuto il 22 dicembre in zona Corvetto, quando era stato trovato nuovamente in possesso di un coltello.
Movente da chiarire
Gli investigatori escludono al momento l’ipotesi della rapina. Il movente resta ancora oscuro e sarà oggetto degli approfondimenti giudiziari. Resta invece centrale il dato della lunga frequentazione delle stazioni ferroviarie, tra cui quella di Pavia, che potrebbe fornire ulteriori elementi utili per chiarire il profilo e i movimenti del presunto killer.