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Covid a scuola, in Lombardia cambiate le regole per la sorveglianza

Si torna alle 48 ore per i "contatti stretti" e alla possibilità di chiudere la quarantena senza il tampone.

Covid a scuola, in Lombardia cambiate le regole per la sorveglianza
Scuola Pavia, 18 Marzo 2021 ore 09:06

Covid a scuola, cambiano di nuovo, a distanza di poco più di una settimana, le regole per la popolazione scolastica che avevano scatenato le proteste dei genitori.

Covid a scuola, non si va più indietro di 14 giorni

L’indicazione della Regione la scorsa settimana aveva lasciato tutti interdetti: mentre “normalmente” una persona positiva deve indicare i contatti stretti avuti nelle 48 ore precedenti all’insorgenza dei sintomi, studenti, docenti e personale scolastico dovevano andare fino a 14 giorni. Un ampliamento che non solo aumentava, e di molto, il numero di persone da mettere in quarantena ad ogni positivo ma che era anche di difficile applicazione vista la difficoltà nel “ricostruire” incontri e movimenti di due settimane.

Quarantena più breve

Altro nodo lamentato dalle famiglie i tempi di quarantena che venivano alzati a 14 giorni per tutti in attesa dell’esito del tampone da eseguirsi a scadenza.

Cosa cambia

Per quanto riguarda il primo aspetto torna in assenza di infezione da variante la regola delle 48 ore, incrementabile comunque a discrezione dell’Ats. Sul secondo, la quarantena dei contatti stretti, si torna alle regole precedenti: 14 giorni senza tampone o 10 con tampone. Cade quindi l’obbligo dell’esame molecolare per il rientro.

Monti (Lega): “Necessario cambiare dopo ingresso in zona rossa”

Ad annunciare il cambio di regole deciso dalla Regione il Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti:

“L’ordinanza di istituzione della zona arancione rafforzata – spiega – ha previsto dei criteri molto stringenti. Ora, con il mutare del quadro epidemiologico e con il passaggio in zona rossa, a cui è seguita la chiusura di tutte le scuole, ho reputato necessario un intervento correttivo che ho chiesto fortemente all’Assessorato regionale. Sono stato personalmente sollecitato da numerose famiglie che mi hanno manifestato le difficoltà registrate nell’ottemperare a queste disposizioni e quindi mi sono attivato subito perché ho ritenute essere una questione di buonsenso”.

“Sistema di sorveglianza non è in pericolo”

La domanda nasce spontanea: se solo una decina di giorni fa si era ritenuto necessario stringere i protocolli scolastici per arginare il rischio di contagio tra studenti e docenti, riallargare seppur parzialmente le maglie non rischia di far correre di più il virus?

“Questa azione – risponde Monti – non va a mettere in pericolo il sistema di sorveglianza epidemiologica e la sicurezza dei cittadini lombardi in quanto si è previsto che per i contatti di casi con variante Covid-19 sia obbligatorio il tampone dopo 14 giorni, o il rientro senza tampone dopo 21 giorni. Per la definizione della lista dei contatti di caso, invece, è data alle ATS la possibilità di incrementare oltre le 48 ore precedenti il limite per identificare i soggetti da porre in quarantena. Questa è un’iniziativa a cui plaudo – conclude Monti – perché si è tenuto conto della situazione di disagio che stanno attraversando le famiglie lombarde. È molto importante, in questa fase, far coincidere le libertà personali costituzionalmente sancite, con la tutela della salute”.

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