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Nuovo Dpcm e sport: “Presto aiuti concreti al settore, ingiusto chiudere senza dati sui contagi”

Sul tema, Azione, il partito di Carlo Calenda, interviene con i delegati allo sport Mariasole Mascia e Fabrizio Benzoni e il Consigliere regionale Niccolò Carretta.

Nuovo Dpcm e sport: “Presto aiuti concreti al settore, ingiusto chiudere senza dati sui contagi”
Pavia, 30 Ottobre 2020 ore 11:24

Nuovo Dpcm e sport: sul tema interviene anche Azione, il partito di Carlo Calenda.

Nuovo Dpcm e sport: “Presto aiuti concreti al settore”

Sul tema sport, oltre alle proteste e alle manifestazioni giustificate, Azione, il partito di Carlo Calenda, interviene con i delegati allo sport Mariasole Mascia e Fabrizio Benzoni e il Consigliere regionale Niccolò Carretta per portare al centro del dibattito oltre che la situazione attuale anche il futuro di molte società e associazioni sportive. 

“Il Covid – dicono i tre esponenti di Azione – ha fatto emergere la marginalità che spesso la politica ha riservato allo sport dilettantistico e amatoriale. In questi mesi abbiamo assistito all’ennesimo ingiusto trattamento a loro riservato poiché il Governo e la Regione hanno chiesto ai gestori di palestre, piscine e di tutte le strutture sportive di attivarsi investendo molto per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, ma oggi a fronte di zero dati sui contagi nelle varie strutture assistiamo all’ingiusta imposizione di chiusura, anche perché le palestre hanno aperto i primi di giugno e i numeri fuori controllo li abbiamo ora, il che evidenzia che il grave problema non siano queste strutture. I contagi stanno crescendo in maniera esponenziale e prendere misure stringenti per contenerlo è fondamentale, ma quello che non possiamo tollerare è l’assenza di chiara e trasparente comunicazione e la quasi totale mancanza di studi sui contagi.

Dobbiamo preoccuparci dell’oggi per garantire allo sport di riaprire domani, tutelando chi con lo sport lavora e ne ha fatto una ragione di vita. Molte piccole realtà faticano oggi, ma il timore che non riescano a ripartire è forte e per questo auspichiamo che Regione e Governo cambino prospettiva e raccolgano l’appello, spesso inascoltato, dei tanti operatori del settore.”

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