Cultura
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"Kaotika": un viaggio intorno alle Stoffe del Maestro Stefano Bressani

Mercoledì 15 febbraio l’incontro di presentazione dell'opera donata dall'artista al Collegio F.lli Cairoli

"Kaotika": un viaggio intorno alle Stoffe del Maestro Stefano Bressani
Cultura Pavia, 10 Febbraio 2023 ore 09:53

"Kaotika": un viaggio intorno alle Stoffe del Maestro Stefano Bressani: un'opera donata dall'artista pavese che farà parte della collezione permanente del Collegio Cairoli.

"Kaotika": un'opera di Stefano Bressani

L’incontro tra Stefano Bressani, Artista e Maestro d’arte, e il Prof. Andrea Zatti, Rettore del Collegio Cairoli di Pavia, ha generato una condivisa e preziosa iniziativa finalizzata ad arricchire il patrimonio culturale del Collegio e della propria Città, Pavia.

Un'opera che nel percorso dell’Artista non ha soltanto segnato una importante svolta stilistica ma, allo stesso tempo, attraverso il potere dell’arte, ha individuato un racconto capace di precorrere i tempi. Il Collegio vanta una ricca collezione d’arte contemporanea che, nel corso dei 50 anni di mostre, inaugurate dal Prof. Marco Fraccaro nel 1971, è stata oggetto di una attenta e cosciente presa in carico, con l’intenzione (poco banale) di affiancare, al valore intrinseco del proprio contenuto, una sempre più coerente e capillare catalogazione e valorizzazione. Molti Maestri d’arte hanno donato nella storia del Collegio il proprio contributo: da oggi anche una importante testimonianza di Bressani, collocata proprio all’ingresso dell’Aula Magna, sarà parte della collezione permanente organizzata secondo la concezione di galleria/museo culturale.

Il Progetto di Stefano Bressani, ideato con il nome di “KAOTIKA – WITHOUT TIME”, è originato nel 2017 e nel periodo immediatamente precedente. Durante le fasi della sua realizzazione, un intuito coraggioso ed innovativo ha messo in luce il suo “saper fare” ed il percorso da “Self Made Man” artistico, libero da schemi e tecniche accademiche. Il concepimento di questa produzione resterà un UNICUM nel palinsesto delle sue Opere e merita adeguata e capillare attenzione.

L'Artista del colore

Bressani, l’Artista del colore, conosciuto per la gioia, che, attraverso il suo essere, viene trasferita alle sue creature, ha immaginato di raccontare la propria percezione di un tempo passato, tra il 2016 ed il 2017, quando sentiva premere forte tra le proprie corde l’esigenza di fare una denuncia sociale, netta e profonda, una visione che poneva l’essere Artista di fronte all’essere Uomo, rapportandolo con il Mondo circostante. Così come asseriva lo scienziato Lavoisier con il Principio della conservazione della massa “Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, Bressani ha coraggiosamente ceduto il proprio colore in cambio della dinamicità del proprio indirizzo cognitivo; ha cioè sostituito le livree delle proprie campiture colorate con i colori lividi e cupi ed ha, in maniera diametralmente opposta, applicato sapientemente la dinamica delle scene ritratte alla sua solita e solida staticità, che attraverso i volumi da sempre rappresenta lo stile inconfondibile dell’Artista.

Dice l’Artista:

"Con Kaotika ho voluto scolpire, per fermare nel tempo, con le mie stoffe, una mia testimonianza, che credo essere, come Artista, la forma più aulica del mio fare. Mostrare agli altri, attraverso la mia sensibilità una mia percezione che reputo non essere cosa banale. L’importanza del tema trattato mi ha fatto superare i timori legati al fatto di stravolgere la mia buona proposizione del colore e mi ha dato allo stesso tempo modo di arricchire la tecnica anche attraverso l’esigenza di rappresentare la dinamica. Risultante di altre e più piccole opere, facenti parti dello stesso Progetto, Kaotika Column si mostra come una clessidra e la si può guardare con diverse forme interpretative.

Forse ho anticipato i tempi volendo indurre all’”UOMO” il quesito: ma dove stai andando?” il caos e il non senso del vivere moderno sono diventati per me assillante pensiero di essere ritratti, una esigenza che finalmente nel 2016 si è fatta largo tra il mio lavoro prendendo ispirazione da scene di vita vissuta ogni giorno, dalla manifestazione, al black Friday, dal viaggio nella metro per recarsi al lavoro alla frenesia dei rapporti umani diventati in maniera assurda e contraria, secondo me, ai principi del vivere sano, l’incoerenza assoluta espressa dal fatto che corriamo ogni giorno in modo forsennato e lo abbiamo trasformato nella necessità primaria per non vivere, perché non abbiamo il tempo reale per farlo… il Mondo stesso, visto con gli occhi di oggi, dopo la pandemia e dopo i fatti della guerra che leggiamo ogni giorno sui giornali risulta essere quasi inquietante, mi sento a metà tra artista e stregone, un simpatico Nostradamus dell’arte forse….

Mi sembra di aver predetto i fatti, ma forse la mia sensibilità è comune a quella di chi la sa e la ha saputa condividere allora, quando pochi anni fa accennavo cose che poi si sono avverate per certi versi…."

L'opera

Kaotika Column è una colonna di un 1 metro di diametro per 2,40 metri di altezza, certamente imponente. L’idea di Stefano Bressani è stata quella di rappresentare l’uomo con una identità, questa volta, a differenza delle altre opere del Progetto, in cui la fisiognomia è dissipata nel movimento, dove le persone prendono le sembianze di “omini da cartello segnaletico stradale”, forme che volutamente richiamano divieti e segnalazioni. Si tratta di più persone stilizzate che sono in movimento e che combattono tra di loro in una lotta che racchiude, in una immagine, tutte le più significative lotte di classe, sesso e religione.

Una scena che si avvolge senza né capo né coda e che rende dinamico l’osservatore che inizia a girare intorno alla colonna dando il suo senso alla scena che sta vivendo. Cosa se ne trae?. La già citata clessidra, l’Opera in sé che regala la possibilità di essere capovolta per poterne trarre le tristi conseguenze: chi combatte, in essa, una volta capovolto, cade a terra stecchito come mosche, così come racconta nel suo passato intervento di presentazione il Prof. Antonio Vannugli, docente di Storia dell’Arte moderna presso l’Università del Piemonte Orientale UNIPO, con un lavoro di approfondimento didascalico del tema trattato e del lavoro di Bressani.

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