Cronaca
La querelle continua

Zia Aya non riconsegna Eitan al nonno rapitore (come darle torto) e quello addirittura la denuncia

Non si placa la disputa tra le due famiglie, nemmeno dopo la sentenza del Tribunale di Tel Aviv.

Zia Aya non riconsegna Eitan al nonno rapitore (come darle torto) e quello addirittura la denuncia
Cronaca Pavia, 27 Ottobre 2021 ore 11:43

Zia Aya non riconsegna Eitan al nonno rapitore e loro sporgono denuncia: non si placa la disputa tra le due famiglie, nemmeno dopo la sentenza del Tribunale di Tel Aviv.

Zia Aya non riconsegna Eitan al nonno rapitore

Non si placa la disputa tra le due famiglie di Eitan Biran per l'affidamento del piccolo. Nemmeno dopo la decisione del Tribunale di Tel Aviv che ha stabilito che il bambino, unico sopravvissuto alla tragedia dei Mottarone, deve rientrare in Italia.

La sentenza, emessa nella giornata di lunedì 25 ottobre, però non è ancora del tutto definitiva in quanto suscettibile di ricorso da parte della famiglia materna di Eitan. Ed è proprio la famiglia della madre, che vive in Israele, ad accusare zia Aya, a cui è stato affidato il bambino dal Tribunale di Pavia, di non aver restituito il piccolo nella serata di lunedì, violando gli accordi sull'alternanza della routine del minore.

La denuncia

I giudici infatti, avevano stabilito l'affidamento congiunto temporaneo tra Aya Byran e Shmuel Peleg. Un accordo che prevedeva che Eitan stesse tre giorni con la zia e tre con il nonno.

Lunedì dopo la sentenza, zia Aya Biran avrebbe dovuto portare il bambino alla casa di suo nonno Shmuel, così come era stato concordato fra le parti e convalidato dal Tribunale. Ma così non è stato e la nonna Esther Cohen Peleg ha sporto denuncia alla polizia israeliana, che sta avviando le ricerche del bambino.

Sette giorni per il ricorso

Da parte sua Aya Biran ha fatto sapere di non aver riportato il bimbo, perché nella sentenza con cui la giudice ha deciso che il bimbo dovrà tornare in Italia questo aspetto non è stato normato.

In particolare, a quanto si è saputo da fonti legali, la zia tutrice avrebbe spiegato al Tribunale che il bimbo è al sicuro con lei e che non si fida, invece, dei Peleg. Tra l'altro, la zia per il momento non potrà tornare in Italia col bambino, in quanto deve attendere il termine dei sette giorni, a partire dall'emissione della sentenza, entro il quale il nonno può presentare ricorso contro il verdetto.