Cronaca
La sentenza

Voghera, 9 anni di violenze sessuali nei confronti della figlia: madre condannata in appello

Gli abusi si sono verificati dal 2003 al 2012, oltre alla madre coinvolti il vicino di casa e un altro uomo.

Voghera, 9 anni di violenze sessuali nei confronti della figlia: madre condannata in appello
Cronaca Voghera, 08 Luglio 2022 ore 10:21

La donna era coinvolta nelle violenze che avvenivano da quando la piccola aveva 4 anni. Ad abusare di lei anche due uomini. Ora la madre dovrà scontare 7 anni di reclusione.

Confermata la sentenza di primo grado

Nel corso del pomeriggio di martedì 5 luglio 2022 la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado nei confronti di una donna di 56 anni originaria di Voghera.

L'accusa è quella di violenza sessuale verso la figlia minorenne all'epoca dei fatti. Coinvolti anche un vicino di casa di 74 anni e suo fratello. I due uomini erano già stati condannati, il primo con rito abbreviato nel 2015 con cinque anni di reclusione e il secondo nel 2019 aveva patteggiato per due anni di reclusione.

Le accuse della ragazza

Nove anni di abusi e poi la denuncia da parte della ragazza. Negli anni la madre ha continua a proclamarsi innocente. Secondo l'accusa, le violenze si sono verificate tra il 2003 e il 2012 a partire dal periodo in cui la vittima era una bimba e viveva con la madre.

La vittima ha dichiarato che la madre le toccava le parti intime quando erano sole ma le molestie non si sono limitate a quello. Infatti, con il controllo della 56enne, le molestie includevano due uomini.

La denuncia e la felicità per la sentenza

La giovane, una volta cresciuta, si era confrontata con un'amica raccontando alcuni strani atteggiamenti. La storia dettagliata era emersa invece grazie alla nuova compagna del padre a cui la ragazza aveva raccontato l'accaduto.

Da lì era scattata la denuncia e gli inquirenti avevano approfondito la vicenda indagando sulla situazione incriminando i tre coinvolti, che poi avevano scelto percorsi processuali differenti.

La vittima oggi maggiorenne si è costituita parte civile con la sua legale e in sede di discussione avevano chiesto un risarcimento di 200mila euro. L'avvocata della giovane Francesca Timi ha dichiarato:

"Siamo contente della conferma della sentenza di condanna".

Ora l’imputata, in stato di libertà, avrà diritto di ricorrere in terzo grado, presentando ricorso in Cassazione.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter