Dopo i rilevamenti di Arpa

Troppo rumore e il comune di Scaldasole vieta il transito ai Tir

Troppo alti i livelli di inquinamento acustico. Il disappunto di CNA-FITA, la più grande associazione dei trasportatori sul territorio.

Troppo rumore e il comune di Scaldasole vieta il transito ai Tir
Lomellina, 16 Settembre 2020 ore 17:36

Troppo rumore e il comune di Scaldasole vieta il transito ai Tir: la decisione dopo i rilievi di Arpa Lombardia sui livelli di inquinamento acustico.

Il Comune di Scaldasole vieta il transito ai Tir

Il Comune di Scaldasole ha imposto lo stop ai mezzi pesanti del peso superiore ai 75 quintali. Ad emettere un’ordinanza di interdizione ai Tir è stato Alberto Bonadin, Sindaco della città. La motivazione sarebbe il troppo rumore generato dal passaggio dei camion come rilevato dalla centralina di Arpa Lombardia.

L’ordinanza

Arpa Lombardia, infatti, ha effettuato una campagna di rilevamento del rumore (7 al 27 febbraio scorsi), dopo aver installato una centrale di rilevamento in via Piave, all’altezza della chiesa di San Rocco. Ne è emerso che per 24 ore al giorno e sette giorni su sette, i decibel delle emissioni acustiche sono ben superiori ai limiti di legge. Da qui la decisione e l’emissione dell’ordinanza di divieto di transito ai mezzi pesanti che avrà effetto tra qualche giorno, quando verranno installati i cartelli di divieto.

Previste però delle deroghe per bus di linea, camion diretti in aziende locali e mezzi agricoli.

Il disappunto di CNA-FITA

“Apprendiamo con disappunto dalla stampa locale la decisione del Comune di Scaldasole di vietare il transito dei mezzi pesanti nelle sue strade cittadine. Da sottolineare che il 23 giugno ed il 9 luglio scorso abbiamo inviato una lettera al Comune chiedendo i dati delle rilevazioni ARPA e quelle sul transito dei mezzi pesanti, per trovare soluzioni condivise al problema. Alle due lettere non abbiamo avuto risposta, peccato che la CNA-FITA sia la più grande associazione dei trasportatori sul territorio, rappresentando oltre 300 delle aziende del settore della Provincia di Pavia. La decisione del Comune discenderebbe dalle rilevazioni eseguite, secondo quanto indicato dalla stampa locale, “da alcuni volontari qualche tempo fa” sul passaggio dei mezzi pesanti e dalle rilevazioni dell’Arpa, che hanno registrato uno sforamento degli indici delle emissioni acustiche. Peccato però che il traffico dei mezzi pesanti non sia costante di giorno e di notte, a tal proposito sarebbe utile leggere i dati dei flussi di traffico pesante, perchè nel periodo considerato ci sono 3 domeniche, giorno in cui è vietato per legge il transito dei mezzi pesanti. Evidentemente non sono solo i mezzi pesanti il motivo dello sforamento delle soglie consentite per il rumore, se lo stesso è stato rilevato con la frequenza dichiarata. Risulta inoltre irricevibile la dichiarazione del Sindaco sull’indifferenza in merito alle conseguenze, economiche ed ambientali, del divieto di transito dei mezzi pesanti. Cosa ne pensano i suoi colleghi e i cittadini di Dorno, Garlasco, Tromello, Ottobiano e Ferrera, che dovranno accollarsi anche il traffico di Scaldasole e le relative conseguenze dell’inquinamento ambientale? Cosa ne pensano le aziende del territorio che si dovranno addossare i costi di parecchi chilometri in più per ogni viaggio? Questo divieto, sommato a quello di Lomello ed a quello sul ponte della Gerola, crea un tappo pericolosissimo per la viabilità locale che andrà a penalizzare tutti: aziende del nostro territorio, ambiente e gli abitanti di tutti i Paesi della zona. Come CNA chiediamo un incontro urgente tra le parti, e soprattutto con il Presidente della Provincia, poiché tale provvedimento avrà un impatto notevole sulla viabilità di una zona particolarmente estesa. L’unica soluzione a questo problema, attribuito in maniera abbastanza vaga ai mezzi pesanti, additati come causa di tutti i mali, è la costruzione di una tangenziale di poche centinaia di metri che tagli fuori la viabilità cittadina: invece di risolvere i problemi ancora una volta li si scarica sui Comuni confinanti e su chi lavora: un pessimo esempio da parte di un’Amministrazione comunale che crediamo debba riconsiderare la sua scelta”.

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