Tornato in Marocco

Rimpatriato dopo la fine della pena, il 27enne aveva aggredito un medico nel carcere di Pavia

Il dottore non voleva dargli delle medicine che non gli erano state prescritte e lui l'ha attaccato violentemente con un'arma rudimentale

Rimpatriato dopo la fine della pena, il 27enne aveva aggredito un medico nel carcere di Pavia
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Il criminale, dopo aver scontato la sua pena, è stato accompagnato alla frontiera e definitivamente rimpatriato nel paese di origine, il Marocco.

27enne rimpatriato, aveva aggredito un medico in carcere

Nel corso della giornata di ieri, venerdì 23 febbraio 2024, un cittadino 27enne di origine straniera è stato riaccompagnato in Marocco dopo tutta una serie di reati. Quando era detenuto a Pavia, nel carcere di Torre del Gallo, aveva minacciato il medico con un’arma rudimentale per costringerlo a dargli delle medicine che non gli erano state prescritte.

Il carcere di Pavia:

Più volte fotosegnalato con diversi alias, è stato scarcerato giovedì 22 febbraio per fine pena dalla Casa Circondariale di Monza dove si trovava per scontare una pena detentiva superiore ai cinque anni per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti, violenza, resistenza e oltraggio a Pubblico ufficiale, danneggiamento e furto.

Gli altri reati commessi prima del rimpatrio

Durante il periodo in carcere, oltre all'aggressione del medico nella casa circondariale di Pavia, ci sono stati altri 24 episodi in cui è stato denunciato per danneggiamento della struttura carceraria, violenza, resistenza, minaccia ed incendio. Ha creato in diverse occasioni disordini e proteste all’interno utilizzando armi rudimentali create artigianalmente da altri oggetti.

In una circostanza ha lanciato nel corridoio una bomboletta e ne ha provocato l’esplosione. Già gravato da altri provvedimenti di espulsione mai eseguiti, successivamente alla sua scarcerazione, è stato emesso dal Prefetto di Monza un nuovo provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

Per questo, nella giornata di ieri è stato accompagnato alla frontiera e definitivamente rimpatriato nel paese di origine, il Marocco, con l’ausilio del personale della Polizia di Stato specializzato nelle scorte.

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