Piercamillo Davigo "A Pavia ricevetti un'educazione culturalmente mafiosa"

Intervista di Klaus Davi al magistrato di Cassazione e candidato al CSM nel programma KlausCondicio.

Piercamillo Davigo "A Pavia ricevetti un'educazione culturalmente mafiosa"
Pavia, 28 Giugno 2018 ore 16:33

Piercamillo Davigo intervistato da Klaus Davi nel programma KlausCondicio, online su YouTube.

Piercamillo Davigo: a Pavia ricevetti un'educazione culturalmente mafiosa

Piercamillo Davigo, Presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di cassazione e autore del libro «In Italia violare la legge conviene» edito da Laterza è stato ospite di Klaus Davi nel programma KlausCondicio, online su YouTube.

Le sue "scottanti" dichiarazioni

“Io sono originario di un piccolo comune in provincia di Pavia dove ho fatto le scuole elementari e dove ho ricevuto una formazione culturale di tipo mafioso, dalla quale ho impiegato anni a liberarmi perché quando il maestro usciva dalla classe lasciava il capoclasse col compito di segnare alla lavagna i buoni e i cattivi. Il capoclasse andava alla lavagna, tirava una riga e scriveva buoni da una parte e cattivi dall’altra. I buoni li segnava sulla base di criteri clientelari, chi gli dava la cioccolata o gli prestava il suo pallone, i cattivi non li segnava mai”.

Piercamillo Davigo

Piercamillo Davigo è nato a Candia Lomellina il 20 ottobre del 1950. Dopo essersi laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Genova è entrato in Magistratura nel 1978. Ha iniziato la sua carriera come giudice presso il Tribunale di Vigevano; poi dal 1981 è divenuto Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano. In questo contesto ha fatto parte, nei primi anni Novanta, del pool Mani pulite, insieme ai colleghi Antonio Di Pietro, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D'Ambrosio, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo, Francesco Greco, Tiziana Parenti e Armando Spataro. È stato eletto nel parlamentino dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), nella corrente di "Magistratura indipendente". Successivamente è divenuto Consigliere della Corte d'Appello di Milano. Ricopre il ruolo di Consigliere alla Corte suprema di cassazione, II Sezione Penale, dal 28 giugno 2005.

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