Cronaca
Violenze per 5 anni

Pavia: minacciata di morte e abusata dal marito per anni, aggredito anche il bimbo

La donna era obbligata ad avere rapporti sessuali con il marito e se si ribellava veniva picchiata, anche il bambino ha subito aggressioni.

Pavia: minacciata di morte e abusata dal marito per anni, aggredito anche il bimbo
Cronaca Pavese, 29 Ottobre 2022 ore 09:56

La donna, una 26enne di origine rumena, ha subito violenze di ogni genere per cinque anni e così il figlio. Si era sposata con il marito quando era ancora adolescente.

Prigionieri di un incubo

È arrivata giovedì 27 ottobre la sentenza di primo grado per il marito della donna violentata e padre del bambino maltrattato. La mamma e il figlio sono diventati di fatto prigionieri per anni di un incubo portato avanti da un 35enne rumeno. Ma non era solo lui l'aguzzino.

In questo dramma sono coinvolti anche due parenti di 61 e 62 anni che hanno collaborato con l'uomo per impedire alla donna di essere libera, la costringevano a fare l'elemosina e vigilavano sulla sua vita in tutto senza lasciarle possibilità di avere altri contatti con l'esterno. Al bambino invece veniva negata la possibilità di studiare.

Il marito e padre di 35 anni è stato condannato a otto anni di reclusione, i due parenti a due anni e la loro pena è sospesa. Gli abusi sono iniziati nel 2012, all'epoca la donna non era nemmeno maggiorenne. Si erano appena sposati e la casa era diventata in un attimo una prigione.

Abusi per 5 anni

Per 5 anni, fino al 2018, una donna e un bambino sono stati privati della loro libertà. La ragazza veniva costantemente insultata e minacciata, il marito le diceva che l'avrebbe uccisa e che avrebbe ammazzato anche la sua famiglia in Romania se non gli ubbidiva.

Questo è il clima infernale in cui il figlio è cresciuto subendo anche lui, secondo l'accusa, le aggressioni fisiche. Lei veniva obbligata ad avere rapporti sessuali con lui e se si rifiutava veniva presa a calci e pugni. Una volta aveva cercato anche di strangolarla e l'aveva colpita con un cavo elettrico. Le violenze sessuali si sono consumate anche quando era minorenne.

Al figlio non è stato permesso di andare all'asilo e alle elementari, non poteva andare nemmeno dal pediatra. Quando i fatti sono finalmente stati svelati, la comunità pavese non ha esitato ad accogliere i due "prigionieri" aiutandoli a salvarsi dopo aver vissuto gli anni più bui delle loro vite.

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