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Parkinson, a Fondazione Mondino grant di 1 milione di dollari per la ricerca sul microbioma

La speranza è quella di identificare fattori in grado di predire l’insorgenza della malattia.

Parkinson, a Fondazione Mondino grant di 1 milione di dollari per la ricerca sul microbioma
Cronaca Pavia, 10 Novembre 2020 ore 15:57

Fondazione Mondino: l’Istituto Neurologico Nazionale è al centro di un innovativo e ambizioso progetto internazionale per individuare fattori in grado di predire l’insorgenza della malattia di Parkinson.

Parkinson, a Fondazione Mondino grant di 1 milione di dollari per la ricerca sul microbioma

Un grant di oltre un milione di dollari è stato assegnato alla Fondazione Mondino IRCCS, Istituto Neurologico Nazionale di Pavia associato alla Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, per un nuovo e ambizioso progetto internazionale di ricerca sulla malattia di Parkinson.

Ad assegnarlo, nell’ambito di un finanziamento di complessivi 8,2 milioni di dollari, due istituzioni di grande prestigio: ASAP (Aligning Science Across Parkinson’s), diretta dal premio Nobel per la medicina (2013) Randy Schekman e sostenuta dalla Sergey Brin Family Foundation, e la Micheal J. Fox Foundation for Parkinson’s Research.

Predire l’insorgenza della malattia

Il team di ricercatori Mondino guidato da Fabio Blandini, Direttore Scientifico dell’Istituto e co-Investigator del progetto, parteciperà a uno studio triennale di grande valore scientifico sul ruolo del microbioma nel Parkinson’s, finalizzato ad analizzare l’influenza del microbioma intestinale sul rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, sia nella forma idiopatica (la più frequente) che nelle forme associate a mutazioni nel gene della glucocerebrosidasi, un enzima lisosomiale che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione dei maggiori gruppi di ricerca internazionali. La speranza è quella di identificare fattori in grado di predire l’insorgenza della malattia.

Il progetto è coordinato dallo University College of London e vede la partecipazione, oltre che della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia, anche del Deutsches Zentrum für Neurodegenerative Erkrankungen (DZNE ) il centro governativo tedesco per le malattie neurodegenerative e l’Institut national de la recherche agronomique (INRAE) di Parigi.

«Siamo felici di questo risultato – commenta il prof. Fabio Blandini – perché è un riconoscimento di grande rilievo internazionale per l’Istituto e per i suoi ricercatori. Il finanziamento della ASAP-MJFF giunge al culmine di un decennio di ricerca avanzata condotta con centri di assoluta eccellenza mondiale come il Royal Free Hospital di UCL e il DZNE di Bonn. Con questo consorzio ci siamo aggiudicati, dal 2011 ad oggi, quattro grants nell’ambito di iniziative europee quali COEN (Centers of Excellence for Neurogeneration) e JPND (Joint Program for  Neurodegenerative Diseases) e oggi un progetto che – per dimensioni – rappresenta un unicum nella ricerca sul Parkinson. Con Londra e Bonn vi è ormai un rapporto consolidato di collaborazione, fatto di ricerche comuni e mobilità di giovani ricercatori, che mi ha permesso di far crescere giovani e brillanti neuroscienziati, come Micol Avenali (neurologa) e Silvia Cerri (neurobiologa), che hanno dato un contributo fondamentale al successo del progetto e ne garantiranno il buon esito”.

Progetto della durata di tre anni

“Il progetto avrà inizio – Covid permettendo – a gennaio e durerà tre anni. E’ un progetto molto complesso in cui si combineranno indagini su pazienti e studi sperimentali. La parte sui pazienti, che rappresenta il cuore dello studio, sarà condotta in stretta collaborazione tra Londra e Pavia. Nell’Unità di Cellular and Molecular Neurobiology del Mondino, coordinata da Silvia Cerri, saranno eseguite parte delle analisi previste dal protocollo di studio. Sarà anche l’occasione, vista l’entità del finanziamento, per stabilizzare finalmente alcuni dei nostri giovani migliori. Fedeli quindi al motto che “squadra che vince non si cambia” – conclude Blandini – ci prepariamo coi nostri amici e colleghi a un’altra avventura scientifica che speriamo ci porti lontano, nell’interesse di tutti i pazienti affetti dalla malattia di Parkinson».

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