A Marcignago

Liberati 38 cani segretati in casa: vivevano al buio, sporchi e malnutriti FOTO

La proprietaria dell'abitazione, un'anziana malata, non li faceva mai uscire.

Liberati 38 cani segretati in casa: vivevano al buio, sporchi e malnutriti FOTO
Pavese, 28 Agosto 2020 ore 11:45

Un’anziana donna, malata, teneva 38 casi di razza Breton, segregati in casa. Liberati dopo la denuncia di Enpa Pavia. E’ successo a Marcignago.

Liberati 38 segregati in casa

Una donna di 70 anni viveva in casa con 38 cani. Succede a Marcignago, dove la 70enne vedova e con problemi di salute oltre che una ossessione per la razza Breton, teneva gli animali praticamente segregati all’interno dell’abitazione, senza mai farli uscire.

L’intervento di ATS e ENPA

Ad intervenire e liberare gli animali è stata ATS dopo la segnalazione dell’Enpa di Pavia. I cani, sporchi e malnutriti, vivevano nel degrado chiusi in uno stanzone, al buio, della villa su due piani. I cani non sterilizzati si sono riprodotti fino a diventare ben 38.

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Portati al canile

Una volta liberati sono stati portati al canile di San Genesio dove hanno bisogno di cucce e farmaci per poter ritornare in piena forma. Ecco il messaggio apparso sulla pagina Facebook di Enpa Pavia:

“38 – TRENTOTTO

Fino a ieri pensavamo che 38 fosse solo un numero, visto chissà quante volte in un contesto usuale: il numero della pagina di un libro, in una via che indicasse un’abitazione, su una scatola di scarpe e di infiniti altri posti.
Da ieri sappiamo che 38 non è solo un numero, che 38 sono vite, vite tenute segregate in una casa, vite segnate, malate, colpite da chi ne aveva la facoltà ma che è, ovviamente, malato a sua volta. Negli Stati Uniti questo viene chiamato Hoarding Disesase, Disturbo da Accumulo. Le persone che hanno questa malattia accumulano di tutto, alcuni anche animali.
E’ questo che ieri ci è piovuto tra capo e collo: 38 cani chiusi in una casa da una persona che è un animal hoarder, un’accumulatrice di cani. Una giornata che nessuno di noi potrà mai dimenticare. La telefonata che ci avvertiva del problema, poi le notizie che si accavallavano, prima 20, poi 28 e infine il totale: 38. Volontari Enpa, operatori e veterinari Ats, un continuo arrivo di cani, la scelta veloce degli spazi da assegnare, la registrazione, un primo esame veloce delle condizioni di salute, senza avere il tempo di pensare, di guardarli bene, senza riuscire a dire loro, se non molto, molto dopo, “ora siete al sicuro”. Anche noi ci ripetiamo da ieri il mantra che ci ha accompagnato negli ultimi mesi, lo dicevamo ai cani, ce lo dicevamo tra noi, lo scrivevamo nei nostri gruppi “Andrà tutto bene”.
Ma non siamo poi così sicuri che andrà tutto bene. Gli animali che provengono da queste situazioni sono in condizioni penose, trascurati, mal socializzati, infestati da parassiti, malati. Non sappiamo ancora se ci sono delle femmine gravide, sappiamo che abbiamo un dovere morale nei confronti di questi cani e avvertiamo fortissima la responsabilità di traghettarli verso una vita migliore. Ma da soli non ce la faremo. Ora più che mai abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: servono cucce, cibo, medicinali, antiparassitari, denaro per visite mediche e per i costi sanitari, al momento non quantificabili.
Per favore, non lasciateci soli”.

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