Flash Mob

Infermieri in piazza per chiedere di non tornare invisibili FOTO E VIDEO

Manifestazione ieri mattina davanti al Pirellone da parte dei camici bianchi del NurSind.

Pavia, 11 Giugno 2020 ore 14:41

Infermieri in piazza per chiedere di non tornare invisibili. Manifestazione ieri mattina davanti al Pirellone da parte dei camici bianchi del NurSind. Camici, mascherine e cartelli per rivendicare maggiore attenzione.

Infermieri in piazza per chiedere di non tornare invisibili

Come riporta Prima Monza, sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, per chiedere di non tornare ad essere invisibili, per reclamare maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

A terra, sopra un grande cuore, 40 rose bianche a rappresentare le infermiere e gli infermieri che durante l’emergenza Covid hanno perso la vita. Per loro è stato rispettato un minuto di silenzio, poi un lungo applauso per ricordare il loro impegno e il loro sacrificio. Un applauso spontaneo è venuto anche dalle persone, compresi giornalisti e fotografi, che hanno assistito alla manifestazione e hanno così voluto ringraziare questi uomini e donne che, dapprima con il volto coperto con una maschera, poi a volto scoperto tenevano in mano dei cartelli con le loro richieste alle istituzioni.

“Adesso che l’emergenza è rientrata dopo che per mesi siamo stati osannati come eroi, non vogliamo tornare nel dimenticatoio, non vogliamo tornare invisibili” ha sottolineato Donato Cosi, coordinatore lombardo del sindacato NurSind.  Con lui anche altri infermieri brianzoli che hanno ricordato anche la paura provata, il pianto dopo giornate in cui si vedevano pazienti morire.

Hanno manifestato distanziati, con addosso il camice, la cuffia e la mascherina, ma anche una maschera per rappresentare tutti i colleghi, maschera che poi hanno tolto

“perché gli infermieri del NurSind ci mettono anche la faccia” ha sottolineato Cosi. La manifestazione infatti era per ricordare ma anche per rivendicare  migliori trattamenti – “visto che un infermiere laureato percepisce poco più di un operaio” – e che il numero di pazienti per infermieri venga adeguato agli standard europei, contro il cosiddetto minutaggio assistenziale, un calcolo vecchio di oltre vent’anni e che prevede l’organizzazione del lavoro e il personale in corsia in base a quei 120 minuti che nell’arco delle 24 ore devono essere destinati all’assistenza del singolo paziente. Un calcolo ormai superato e ben al di sotto del reale bisogno del malato“.

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