Due nuove vie e un parco giochi per tre pavesi illustri

La Giunta ha approvato l'intitolazione di tre spazi pubblici ad altrettanti personaggi della città.

Due nuove vie e un parco giochi per tre pavesi illustri
Pavia, 28 Gennaio 2019 ore 11:02

Due nuove vie e un parco giochi per tre pavesi illustri: la giunta ha approvato l’intitolazione di tre spazi pubblici ad altrettanti personaggi della città.

A tre illustri pavesi l’intitolazione di due vie e un parco giochi

La Giunta del Comune di Pavia ha approvato l’intitolazione di tre spazi pubblici – due nuove vie ed un parco giochi – ad altrettanti personaggi illustri della nostra città: l’area del Parco Giochi a Pavia Ovest, con ingresso in via Cagnoni, al professor Giovanni Verga, proposta dalla consigliera Elena Madama; piazzale Don Domenico Zucca in via dei Mille  (prima del civico 209) e via Pietro Landini, con ingresso da via dei Mille 207 a via Giulietti, entrambe proposte dal consigliere Roberto Rizzardi.

“Fra i compiti del Comune – ricorda Giuliano Ruffinazzi, assessore ai Servizi civici e Mobilità – vi è quello di mantenere, aggiornare e integrare la toponomastica cittadina, adeguandola alle modifiche del territorio, oltre che alle mutate esigenze socio culturali. Negli ultimi tempi sono stati realizzati in città complessi residenziali serviti da vie prima non esistenti alle quali è necessario conferire una denominazione. Sul territorio cittadino sono presenti inoltre aree prive di denominazione che, per la loro particolare collocazione, assumono un’importanza rilevante per la città. Ultimamente – conclude Ruffinazzi – sono pervenute tre richieste per intitolare aree pubbliche a persone ritenute significative ed importanti per la memoria e la cultura collettiva, come il professor Verga, Don Zucca e Pietro Landini”.

Parco giochi Prof. Giovanni Verga

Nato a Siracusa il 20 settembre 1924. Durante la seconda guerra mondiale combatté come Marò nel Battaglione San Marco. Si laureò in Medicina e Chirurgia il 18 marzo 1948 presso l’Università degli Studi di Firenze. Cresciuto alla Scuola Chirurgica Pavese del professor Giuseppe Salvatore Donati, fu persona di cultura vasta ed in continua espansione, d’intelligenza aperta, acuta, indagatrice, critica e libera da condizionamenti, precursore con trenta anni di anticipo di tecniche chirurgiche utilizzate ancor oggi. Attento ed appassionato studioso delle problematiche connesse alla salute del bambino, conseguì la libera docenza in Chirurgia Infantile nel 1955, negli anni pionieristici per questa disciplina, quando la mortalità pediatrica, oggi praticamente inesistente, era altissima e pochi chirurghi erano disposti a correre tanti rischi. Risale al 1958 il primo caso di atresia dell’esofago da Lui operato con successo a Pavia. Nel 1963 fu tra i fondatori della Società di Chirurgia Pediatrica Italiana, di cui fu poi Presidente nel biennio 1994-1996. Il 1 settembre del 1972 fondò a Pavia una Divisione autonoma di Chirurgia Pediatrica, che diresse, inizialmente come Direttore Ospedaliero ed in seguito come Professore Ordinario di Chirurgia Pediatrica, per ventiquattro anni, durante i quali furono eseguiti da Lui e dalla sua Equipe oltre 20mila interventi nei più diversi campi della Chirurgia Pediatrica, tra questi 753 su neonati, in elevata percentuale prematuri di basso e bassissimo peso (anche 600 grammi), affetti da gravi patologie congenite complesse.

Piazzale Don Domenico Zucca

Nato a Magherno il 12 agosto 1900, entra in seminario nel 1911. Viene ordinato sacerdote nel 1923  ed  inizio come coadiutore dell’oratorio San Michele. Nel 1944 gli venne  affidata la parrocchia del Borgo. Qui non era raro vederlo, in un quartiere devastato dai bombardamenti, tra le macerie delle case e della gente, per una preghiera, per una parola, per un aiuto concreto. Anche la casa parrocchiale era caduta sotto le bombe. Ma non bastarono questa -e altre- difficoltà a fermare la sua voglia di fare. Il lavoro non lo spaventava. Così, il “Dondo” (così chiamato don Zucca) ha sempre agito, illuminato anche da una carità uguale per tutti. Il dopoguerra  lo vide impegnato su tutta una serie di fronti non più in guerra ma bensì in pace . Per prima si presentò il problema dell’istruzione, nel 1945 benché la scuola fosse stata bombardata , egli fece di tutto per far si che le prime tre classe venissero accolte presso l’asilo delle Suore Canossiane, anno successivo prendendo in affitto i locali del dopolavoro  Forze Armate lo cedette all’autorità scolastica per riportare la scuola in Borgo. Terminata la guerra sì concentrò sui progetti edilizi per rifare la casa parrocchiale, sistemare la chiesa restituendola al disegno originario, sistemando l’oratorio San Raffaele   potenziandolo  con un vero oratorio femminile  delle madri canossiane, il teatro e creando un cinema, favorì le attività sportive e creò luoghi di aggregazione religiosa e sociale. Furono sue l’iniziativa della processione sul fiume della Madonna della Stella, e la processione della Maria bambina dell’8 settembre con la pesca di beneficenza.

Via Pietro Landini

Pietro Landini nato a Villanova d’Ardenghi (PV) l’11 settembre 1902 e morto a Pavia l’8 gennaio 1986. Iniziò nel 1923 a Pavia la costruzione di macchine agricole ed aprì il suo primo negozio di ferramenta in Borgo Ticino. Sviluppò poi l’attività con la Ditta Pietro Landini per macchine utensili, costruzioni in ferro e carpenteria metallica diventata poi Officine Meccaniche Landini. Conseguì numerosi brevetti industriali per complessi meccanici di notevole rilevanza tecnica. Divenne Cavaliere del Lavoro il 6 giugno del 1959. Si occupò anche di altri settori di attività, con partecipazioni in aziende edili, manifatturiere e metalmeccaniche. Fu benemerito nel campo dell’assistenza sociale. Creò inoltre due asili infantili di cui uno in Borgo Ticino, istituì posti letto in istituzioni benefiche e dotò di attrezzature la scuola di avviamento professionale Maddalena di Canossa e altre istituzioni educative. Gli fu pertanto assegnato il diploma di Benemerito della pubblica istruzione.

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