Delitto Garlasco: il Dna trovato su due unghie di Chiara Poggi "perfettamente sovrapponibile" a quello di Andrea Sempio
Il genetista Carlo Previderè presenta una relazione di 60 pagine con nuove analisi e la presenza di cinque aplotipi (Dna) maschili distinti

Delitto di Garlasco, il genetista Carlo Previderè presenta una relazione di 60 pagine con nuove analisi e la presenza di cinque aplotipi (Dna) maschili distinti: uno di questi è risultato "perfettamente sovrapponibile" a quello di Andrea Sempio.
Dna "perfettamente sovrapponibile"
L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco, è tornato nuovamente al centro dell’attenzione giudiziaria. Una nuova consulenza genetica, commissionata dalla Procura di Pavia, ha evidenziato la presenza di un profilo di DNA maschile sotto le unghie della vittima, risultato "perfettamente sovrapponibile" a quello di Andrea Sempio, amico del fratello della ragazza, e attualmente indagato.
Caso riaperto
Si tratta di un elemento che potrebbe riscrivere alcuni aspetti dell’inchiesta, che finora ha visto come unico condannato Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, in carcere con una sentenza definitiva a 16 anni di reclusione. Le indagini su Sempio erano state già aperte in passato, ma archiviate nel 2017 per insufficienza di prove. La recente scoperta ha portato la magistratura a chiedere la riapertura del caso, con la nomina di un perito terzo per esaminare il materiale genetico e stabilirne con certezza la provenienza.
Cinque profili genetici maschili individuati
Gli accertamenti, eseguiti dai consulenti della Procura Carlo Previderè e Pierangela Grignani, si basano sull’analisi di numerosi reperti biologici raccolti all’epoca dell’omicidio dai carabinieri di Milano. La relazione tecnica di 60 pagine ha rivelato la presenza di cinque differenti aplotipi Y (DNA), ovvero sequenze genetiche trasmissibili solo per via paterna, riconducibili ad altrettante linee maschili.
Uno "perfettamente sovrapponibile" a quello di Sempio
Tra questi, uno è risultato "perfettamente compatibile" con il profilo genetico attribuito dalla difesa di Stasi ad Andrea Sempio.
Le tracce biologiche sono state rinvenute in tre punti distinti: sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto dito della mano sinistra della vittima.
La relazione evidenzia che la comparazione con quattro dei cinque aplotipi identificati ha permesso di escludere la loro correlazione con la scena del crimine, mentre il quinto ha mostrato una perfetta sovrapposizione con il DNA di Sempio.
Gli esperti hanno inoltre analizzato campioni denominati “mano sx4”, “mano dx5” e “mano sx1”. Mentre il primo esclude una compatibilità sia con Sempio che con Stasi, gli altri due hanno mostrato elementi di compatibilità con il profilo genetico di Sempio.
L’incidente probatorio
L’emergere di questi elementi ha portato il giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, a disporre un incidente probatorio, un passaggio fondamentale per accertare con assoluta certezza la validità e l’utilizzabilità delle analisi genetiche. A tal fine, è stato nominato un perito indipendente, il professor Emiliano Giardina, esperto in genetica forense, che avrà il compito di riesaminare il materiale biologico e confrontarlo con i profili genetici già analizzati.
Nuovo procedimento giudiziario?
Le operazioni peritali dovranno valutare non solo la compatibilità delle tracce genetiche con il DNA di Sempio, ma anche verificare eventuali contaminazioni, la qualità del materiale biologico e la possibilità che i risultati possano essere utilizzati in un eventuale procedimento giudiziario. L’udienza per il conferimento dell’incarico al perito è stata fissata per il 9 aprile 2025.
Questa nuova fase dell’inchiesta potrebbe aprire scenari inattesi. Se le analisi dovessero confermare con certezza la presenza del DNA di Sempio sotto le unghie della vittima, la magistratura potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di riconsiderare l’intera ricostruzione dell’omicidio di Garlasco.
Come andrà a finire?
Il dna "perfettamente sovrapponibile" indicherebbe con sufficiente certezza che le unghie di Chiara Poggi sono entrate in contatto con materiale biologico di Andrea Sempio.
Vedremo se l'incidente probatorio lo confermerà.
Ma non dice naturalmente che sia l'assassino. Del resto che Sempio sia stato in quella che in seguito sarebbe diventata la scena del delitto, lo sapevamo già.
La posizione di analisti come la criminologa Bruzzone sottolinea come agli atti non vi siano prove di una conoscenza diretta fra la vittima e l'amico del fratello tale da far ipotizzare un movente per l'omicidio.
Alla fine il punto sta tutto lì: può bastare la "sovrapposizione" per un'incriminazione?