Cronaca
Oltrepò Pavese

Coppia pavese rubava la corrente pubblica: assolta dal Tribunale perché in stato di necessità

Una delicata situazione familiare che ha portato il giudice ad assolvere i due genitori di cinque figli.

Coppia pavese rubava la corrente pubblica: assolta dal Tribunale perché in stato di necessità
Cronaca Oltrepò, 30 Ottobre 2022 ore 09:21

Finiti a processo per furto aggravato di energia elettrica, sono stati assolti dal Tribunale perché è stato loro riconosciuto lo stato di necessità.

A processo per furto aggravato di energia elettrica

Una particolare vicenda giudiziaria è finita in Tribunale a Pavia. A processo una coppia residente in una piccola frazione di un Comune dell'Oltrepò pavese: un 43enne e la compagna 45enne, genitori disoccupati, accusati di furto aggravato di energia elettrica.

I due, secondo le accuse, si erano collegati abusivamente a una centralina pubblica, dunque allacciandosi direttamente alla rete pubblica di distribuzione dell’elettricità. Uno stratagemma che aveva consentito loro di sfruttare energia in un periodo compreso tra il novembre 2015 e la fine di febbraio del 2018.

Secondo le contestazione pare che fossero riusciti a sottrarre 16.126 kilovattora pari a 3.317,12 euro, Iva esclusa, alla società che gestisce la corrente elettrica nella zona di Pavia. Una situazione che sarebbe andata avanti per diversi anni, quando, nel 2018, un controllo aveva portato alla luce quanto stava accadendo. Così, i due erano stati indagati per furto aggravato.

Il Tribunale li assolve causa stato di emergenza

Durante il processo in Tribunale, tuttavia, sono emerse circostanze che hanno portato il giudice, incaricato di esprimersi sul caso, ad assolvere la coppia dell'Oltrepò pavese.

La situazione familiare dei due indagati, infatti, era particolarmente delicata: come spiegato dall'avvocato difensore Pierluigi Vittadini, infatti, i due, attualmente disoccupati, sono genitori di cinque figli e la loro casa è stata pignorata. Dovendo garantire il benessere dei loro bambini, non avevano mezzi per provvedere ai servizi.

La Corte, alla fine delle arringhe di accusa e difesa, ha stabilito l’assoluzione per entrambi, rilevando lo stato di necessità, cioè una delle cause di non punibilità previste dal codice penale.

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