Da quasi 500 anni

Collegio Borromeo, la musica come importante elemento pedagogico

Dalla sua fondazione, un’aula è sempre stata dedicata all’ascolto e all’educazione musicale.

Collegio Borromeo, la musica come importante elemento pedagogico
Pavia, 15 Settembre 2020 ore 15:30

Collegio Borromeo, la musica come importante elemento pedagogico. Spiega il rettore del collegio Alberto Lolli: “Da quasi 500 anni portiamo avanti la mostra missione, un’esperienza formativa accademica ma anche comunitaria e integrata con differenti attività. Su tutte, il coro e la nostra orchestra”.

Collegio Borromeo, la musica come importante elemento pedagogico

L’Almo Collegio Borromeo è una fondazione privata senza scopo di lucro fondata nel 1561 da San Carlo Borromeo. Il suo intento è stato quello di offrire agli studenti particolarmente meritevoli ma senza mezzi economici la possibilità di studiare. Attualmente conta circa 180 alunni. “Da quasi 500 anni portiamo avanti la nostra mission. – spiega il rettore del collegio Alberto Lolli – Offrendo ai nostri alunni, un’esperienza formativa accademica ma anche comunitaria e integrata con differenti attività. Su tutte, il coro e la nostra orchestra”.

Il Collegio Borromeo infatti intende la musica come un importante elemento pedagogico. Dalla sua fondazione, un’aula è sempre stata dedicata all’ascolto e all’educazione musicale. Oggi il Collegio è dotato di un Coro diretto dal maestro Marco Berrini e di un’Orchestra diretta dal maestro Denis Zanchetta, e gli alunni del collegio e gli studenti dell’Università di Pavia possono entrare a farne parte, previa audizione e selezione.

“Senza il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia però non sarebbe possibile per noi riuscire a garantire la nostra attività musicale e tutto ciò che essa comporta, dall’organizzazione della stagione musicale ai concerti organizzati fuori dalla città di Pavia”.

Gli Horti Borromaici

Il contributo di Fondazione non si ferma però qui. “È grazie a Lei – continua il Rettore – se siamo riusciti ad avviare lo scorso anno i lavori degli Horti Borromaici, ovvero l’apertura alla cittadinanza di parte dei giardini del collegio”. Circa 3 ettari di giardino, di proprietà del collegio, che corrono lungo le rive del Ticino. “Già da qualche anno avevamo deciso di riaprire questo spazio al pubblico, il contributo di Fondazione ci ha ha rappresentato la svolta decisiva. Il parco sarà reso innanzitutto un’oasi naturalistica, ma sarà una galleria esposizione permanente d’arte contemporanea, con installazioni artistiche e sculture, scultoree che verranno allestite all’interno del parco. Non mancherà, infine, l’attenzione al sociale con un punto di ristoro di prodotti tipici del territorio gestito da persone fragili”.

I lavori sono stati interrotti a causa dell’emergenza sanitaria, ma ora stanno lentamente riprendendo e l’auspicio è che il parco possa venire inaugurato per maggio 2021 o al più tardi il prossimo settembre. “Il nostro parco è il polmone verde più grande del centro storico di Pavia. Aprirlo al pubblico permetterà a tutti di godere della bellezza dell’arte, facendo quattro passi in un’oasi naturale. Abbiamo inoltre vinto di recente un piccolo bando ad implementazione del progetto, a seguito dell’emergenza Covid, per rendere fruibile attraverso una applicazione digitale i contenuti che avremmo voluto raccontare in presenza. Tutto questo però senza il contributo dell’Emblematico minore ricevuto da Fondazione Comunitaria della provincia di Pavia non sarebbe stato possibile. Io per questo sono profondamente grato al Presidente Vitali e alla Fondazione”.

La territorialità è l’aspetto su cui Fondazione Cariplo ha scelto di investire attivando le sue diramazioni locali. “Ed è stata una scelta a dir poco vincente. – conclude Lolli – Hanno compreso in pieno che nessuno può conoscere un territorio se non abitandolo. Le Fondazioni territoriali non solo conoscono direttamente gli interlocutori che richiedono loro i finanziamenti, ma hanno anche una piena consapevolezza della mappa delle esigenze del territorio. Inoltre chiedendo la compartecipazione di più realtà, per poter ottenere i finanziamenti, spingono gli enti a fare rete, permettendo loro di allargare le proprie conoscenze, le quali vanno molto spesso ad arricchire i progetti stessi. Credo che questa sia la chiave della forza di Fondazione”.

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