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Campagne denigratorie online, la Procura di Pavia chiude le indagini su Santamaria e Palumbo

Attualmente il primo si trova sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale mentre il secondo è agli arresti domiciliari dopo aver ferito ad una gamba uno straniero con due colpi di pistola.

Campagne denigratorie online, la Procura di Pavia chiude le indagini su Santamaria e Palumbo
Cronaca Pavia, 18 Ottobre 2022 ore 10:51

Chiuse le indagini su Gianpiero Santamaria e Davide Palumbo in merito alle querele per diffamazione apparse su una pagina Facebook da loro gestita.

Campagne denigratorie online: chiuse le indagini

La Procura della Repubblica .di Pavia ha concluso le indagini nei confronti di Gianpiero Santamaria e Davide Palumbo, originate dalle numerosissime querele per diffamazione mediante "post" e dirette video apparsi sul gruppo Facebook "Politica è Partecipazione", da loro gestita.

Le condotte contestate coprono un arco temporale che va dall'ottobre 2021 ad oggi e sono articolate in circa 40 capi imputazione.

La comunicazione giudiziaria ha interessato anche altri soggetti, che hanno a loro volta commentato singoli "post" con affermazioni di carattere offensivo e diffamatorio.

Le condotte contestate agli indagati sono principalmente consistite in reiterate campagne denigratorie nel corso di dirette video su canali Facebook nel corso delle quali Santamaria e Palumbo si lasciavano andare ed attacchi personali, contumelie gratuite e commenti denigratori sulla vita privata dei destinatari, che superavano ampiamente i limiti della legittima manifestazione del diritto di critica e segnatamente di critica politica.

I bersagli

I principali bersagli delle invettive degli indagati erano esponenti politici espressione del territorio vogherese, tra cui il Sindaco Paola Garlaschelli e altri esponenti della Giunta comunale, l'Eurodeputata Elena Lucchini e il neo presidente provinciale Giovanni PALLI, ma non sono stati risparmiati esponenti della società civile, delle professioni e dell'imprenditoria, ritenuti vicini all'area politica avversata dagli indagati.

Gli eventi politici oggetto delle dirette Facebook e delle discussioni sui blog gestiti dagli indagati attengono infatti alla vita politica locale, con ripetuti riferimenti, sempre con toni diffamatori, a presunte irregolarità nelle elezioni amministrative con aspre critiche all'operato della giunta nascente.

Altro evento di cronaca oggetto delle dirette e dei commenti è stata la morte violenta di El Boussetaoui Youns verificatasi a Voghera nel luglio dello scorso anno, che ha generato numerose trasmissioni che hanno coinvolto oltre al ceto politico locale, numerosi esponenti delle forze dell'ordine, per presunte omissioni ed irregolarità nelle indagini, che hanno a loro volta sporto querela. In alcuni casi i fatti denunciati dagli indagati, ad esempio la vicenda della presunta contaminazione della falda acquifera vogherese, si sono rivelati del tutto infondati, causando un comprensibile allarme in tutta la popolazione della città e dei comuni limitrofi.

Si ritiene opportuno sottolineare, inoltre, che per i fatti contestati la Procura ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, per due volte, il sequestro preventivo della pagina Facebook, provvedimento che tuttavia non ha avuto concreta esecuzione per le difficoltà interposte dal provider straniero, che non hanno permesso di bloccare la prosecuzione delle trasmissioni.

Anche atteggiamenti minacciosi e violenti

Per le condotte poste in essere nei confronti di alcune delle persone offese, bersaglio non solo di campagne denigratorie ma di ancor più gravi e reiterati atteggiamenti minacciosi e violenti, è stato disposto il rinvio a giudizio carico del Santamaria in due distinti procedimenti per il delitto di stalking.

Attualmente Santamaria è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ed è stato di recente arrestato a Voghera per resistenza a pubblico ufficiale mentre Palumbo è tuttora agli arresti domiciliari a seguito dell'arresto per detenzione e porto di una pistola clandestina con la quale ha esploso due colpi a una gamba di un cittadino straniero.

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