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Annalisa Malara, l’anestesista che ha scoperto il paziente1 ha studiato a Pavia

La sua intuizione e la sua determinazione hanno permesso di individuare il primo contagio italiano.

Annalisa Malara, l’anestesista che ha scoperto il paziente1 ha studiato a Pavia
Cronaca Pavia, 09 Marzo 2020 ore 11:28

Annalisa Malara, l’anestesista cremonese che ha scoperto il paziente1, Mattia. La sua intuizione e la sua determinazione hanno permesso di individuare il primo contagio italiano e avviare le misure di sicurezza che si spera possano limitare l’epidemia. A riportarlo è primaCremona.it

Annalisa Malara, l’anestesista che ha scoperto il paziente1

Si chiama Annalisa Malara, ha 38 anni ed è di Cremona. Ma soprattutto è il medico anestesista che, a Codogno, ha capito per prima il focolaio italiano del Coronavirus, individuandolo nel paziente 1. L’idea che potesse trattarsi del virus cinese le è venuta dopo che “farmaci e cure risultavano inefficaci su una polmonite apparentemente banale”. E quando le condizioni del paziente sono drasticamente peggiorate, ha deciso di “chiedere l’autorizzazione all’azienda sanitaria” per un tampone, che ha poi confermato il Covid-19. Perchè se “il noto falliva, non restava che entrare nell’ignoto”. 

L’intuizione

Tutto è cominciato da lì. Da un’intuizione e da un eccesso di prudenza che, forse, ha permesso di limitare ulteriormente il contagio. Ieri sera la dott.ssa Malara è stata ospite alla trasmissione di Fabio Fazio “Che Tempo che fa”, con molta modestia ha raccontato della sua intuizione, ma soprattutto che il suo è un lavoro di squadra e che il merito non è solo suo ma di tutti.

 

Gli studi a Pavia

Annalisa Malara ha studiato a Pavia. Dopo gli studi e pochi mesi in forza all’ospedale di Vigevano, nel 2012 approda all’ospedale di Lodi e poi a Codogno. Nei giorni scorsi è stata proposta anche la sua candidata al Premio Rosa Camuna 2020.

Il paziente 1

La vicenda di Mattia M., il paziente 1 è, invece, ormai nota. E’ il primo italiano risultato ufficialmente contagiato dal Coronavirus. Inizialmente non dichiara contatti sospetti con il focolaio cinese del virus, e viene rimandato a casa. Meno di 24 ore però le sue condizioni si erano aggravate ed è tornato al pronto soccorso con difficoltà respiratore. Lì poi, l’intuizione della dott.ssa Malara e la conclamazione ufficiale del contagio.

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