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Più che raddoppiate le importazioni di riso dalla Cambogia, è allarme in provincia di Pavia

Grande preoccupazione sul territorio: nella nostra regione si trova il 40% del totale delle risaie del Belpaese, con Pavia prima provincia risicola d’Europa

Più che raddoppiate le importazioni di riso dalla Cambogia, è allarme in provincia di Pavia
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Gli arrivi di riso dalla Cambogia sono raddoppiati e il 60% del prodotto straniero è a dazio agevolato. "E' invasione di riso asiatico": è l'allarme lanciato da Coldiretti che chiede una salvaguardia per proteggere i produttori nazionali. Pavia prima provincia risicola d'Europa.

Raddoppia importazioni riso dalla Cambogia

L'aumento delle importazioni di riso dalla Cambogia del 104% ha sollevato gravi preoccupazioni per la sicurezza economica degli agricoltori europei. In risposta a questa crescente minaccia, la Coldiretti ha fatto appello all'Unione Europea affinché adotti una clausola di salvaguardia efficace per proteggere i produttori nazionali da una concorrenza sleale.

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, insieme al consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, hanno scritto una lettera al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e al Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, chiedendo un intervento urgente per fermare l'invasione di riso straniero nel mercato europeo. La richiesta è stata indirizzata in vista della discussione al Coreper (Comitato di preparazione dei lavori del Consiglio UE) sul Sistema di Preferenze Generali (SPG), che mira a favorire la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo incentivando le importazioni a dazio zero.

Riso importato e dazi agevolati

Secondo quanto riportato dalla Coldiretti, più del 60% del riso importato in Italia beneficia attualmente di dazi agevolati, creando un ambiente favorevole per l'ingresso massiccio del riso asiatico sul mercato europeo.

“Coldiretti e Filiera Italia hanno chiesto in tale ottica una modifica dell’articolo 29 della proposta della Commissione Ue – spiega Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – introducendo, come richiesto dal Parlamento, l’attivazione automatica di una clausola di salvaguardia se le importazioni da un Paese superano una soglia in termini di quantità, evitando quello che sarebbe un vero e proprio dumping ai danni degli agricoltori italiani, con arrivi incontrollati di prodotto straniero senza alcun sistema di difesa”.

Principio di reciprocità

La lettera inviata dai rappresentanti della Coldiretti sottolinea l'importanza di garantire anche il principio di reciprocità, al fine di proteggere non solo la filiera agricola, ma anche i consumatori europei da prodotti che non rispettano gli standard ambientali e qualitativi dell'Unione Europea. È stato sottolineato che nei campi di riso asiatici vengono utilizzati pesticidi vietati in Europa, come il triciclazolo, il che solleva gravi preoccupazioni per la sicurezza alimentare.

Coldiretti e Filiera Italia hanno anche espresso soddisfazione per aver evitato un aumento dei limiti per i residui di triciclazolo nel riso importato in Europa, da 0,01 a 0,09 mg/kg.

Pavia prima provincia risicola d'Europa

L'industria del riso italiana rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy, con oltre il 50% dell'intera produzione di riso dell'UE. Nove risaie su dieci sono concentrate fra la Lombardia, Veneto e Piemonte. In particolare, nella nostra regione, si trova il 40% del totale delle risaie del Belpaese, con Pavia prima provincia risicola d’Europa.

200 varietà

Sono circa 200 le varietà di riso presenti nel registro nazionale italiano: dal vero Carnaroli, con elevati contenuto di amido e consistenza, spesso chiamato “re dei risi”, all’Arborio dai chicchi grandi e perlati che aumentano di volume durante la cottura fino al Vialone Nano, il primo riso ad avere in Europa il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta, passando per il Roma e il Baldo che hanno fatto la storia della risicoltura italiana.

In conclusione, la Coldiretti sottolinea l'importanza di proteggere questa importante filiera produttiva, che sostiene oltre diecimila famiglie di dipendenti e imprenditori in Italia.

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