Il punto di vista

I sospetti della consigliera Moggi dopo l'ordinanza contro la casa in cui vive: "Ho trovato l'atto del Comune su di un blog prima di riceverlo"

Secondo la politica, è sospetta anche la tempistica dei controlli avvenuti venti giorni dopo lo scoppio del caso Asm Pavia che lei aveva segnalato

I sospetti della consigliera Moggi dopo l'ordinanza contro la casa in cui vive: "Ho trovato l'atto del Comune su di un blog prima di riceverlo"
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A insospettire la consigliera è anche il fatto che la recinzione era presente già dal 2009 e la piscina dal 2012. Come mai proprio adesso si è deciso di procedere per le presunte irregolarità?

I sospetti della consigliera dopo l'ordinanza

Il 27 dicembre scorso, la consigliera del Comune di Pavia Alice Moggi ha ricevuto un controllo da parte della Polizia Locale nell'abitazione dei genitori in cui vive da cui sono emerse due presunte irregolarità in merito a una piscina smontabile e a una recinzione. Avrebbe dovuto essere un semplice atto d'ufficio ma la 45enne, in un post sui social, ha parlato di atto intimidatorio nei suoi confronti.

"Se fosse stato un atto d’ufficio non avremmo trovato copia dell’ordinanza su un blog anonimo che attacca personaggi politici - afferma Moggi - Non è un normale procedimento amministrativo se vedo la foto di casa mia su un blog , se vedo copie di documenti con dati sensibili. Mi sembra molto grave che un atto del comune venga strumentalizzato da qualcuno. Se un’ordinanza notificata ai miei genitori che ce l’ha solo il comune arriva al blog vuol dire che qualcuno gliel’ha mandata."

La consigliera Alice Moggi

Moggi: "C'è un'azione diffamatoria"

Dopo i controlli, l'amministrazione comunale ha notificato un'ordinanza alla famiglia della consigliera che prevede la demolizione delle strutture giudicate abusive. La famiglia Moggi ha subito provveduto. La piscina rimovibile è stata semplicemente smontata. La recinzione, invece, è presente da prima dell'acquisto della casa.

La responsabilità non è quindi dei genitori della politica che sono invece responsabili di avere attaccato alla recinzione apparentemente abusiva un telo contro la pioggia e di averci affiancato una siepe. Anche in questo caso, però, si sta già provvedendo al ripristino. Per la consigliera il problema non è quindi solo il provvedimento a cui ha subito adempiuto.

"Ci fosse stata l’ordinanza e basta avremmo fatto come tutti gli altri. Il problema è che, a fianco del provvedimento amministrativo, c’è un’azione diffamatoria portata avanti anche su blog - prosegue la consigliera - Una settimana prima di ricevere l'atto, si parlava già di piscine abusive, di ville con piscine su un blog ed è chiaro che l’ordinanza assume un altro significato."

I sospetti della consigliera

Con le sue continue segnalazioni, Alice Moggi aveva contribuito attivamente all'indagine "Clean" svelando la possibile esistenza di un sistema Pavia che coinvolge politica, pubbliche amministrazioni e imprenditori. La consigliera sospetta che ci possa essere quindi un collegamento tra il caso Asm Pavia e l'ordinanza dell'amministrazione che la coinvolge.

"L’ordinanza è arrivata venti giorni dopo lo scoppio dell’indagine Clean - ammette Moggi - è chiaro che uno un po’ ci pensa. All’interno di questo blog avevano iniziato ad attaccarmi proprio dopo l’indagine con velate minacce del tipo 'Dovrebbe tornare a farsi i fatti suoi'. Queste minacce fanno riferimento a mie posizioni precedenti e negli ultimi mesi la cosa più significativa che mi riguarda è il mio coinvolgimento nell’indagine Asm."

A insospettire la consigliera è anche il fatto che la recinzione era presente già dal 2009 e la piscina dal 2012. Come mai proprio adesso si è deciso di procedere per le presunte irregolarità? Intanto la famiglia ha rinunciato a fare ricorso al Tar e sta adempiendo al provvedimento stabilito dall'amministrazione comunale.

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