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Pavia

Giornata della Memoria: il discorso del sindaco Fracassi

Il primo cittadino di Pavia ha pronunciato un discorso nella giornata di oggi, 27 gennaio 2022. 

Giornata della Memoria: il discorso del sindaco Fracassi
Attualità Pavia, 27 Gennaio 2022 ore 15:40

Il primo cittadino di Pavia, Mario Fracassi, ha pronunciato un discorso nella giornata della Memoria di oggi, 27 gennaio 2022.

La Sig.ra Daniela Rosanna Scaglioni, che ha ritirato la medaglia d’onore in memoria del padre Angelo: militare internato dal 9 settembre 1943 all’8 maggio 1945 in Germania

Il discorso del sindaco

Gentili Autorità,
Egregie Rappresentanze dei Medagliati,
Cari Studenti e Concittadini, si insiste spesso e giustamente sul valore della memoria, sull’opportunità di coltivarla, sulla necessità di evitare, attraverso di essa, che le tragedie della storia si ripetano. È un tema su cui tanti, prima di me, si sono soffermati, e sui cui tanti, oggi, si soffermeranno. Non mi dilungo quindi sul punto.
Ciò che mi preme dire è che il ricordo di tragedie come l’Olocausto, benché doveroso, non è semplice.
Hanno avuto modo di sottolinearlo, in più di un’occasione, gli stessi sopravvissuti ai campi di sterminio, ed in particolare la Senatrice a vita Liliana Segre, che la nostra Città ha avuto l’onore di ospitare, nel 2020, quando il Comune le conferì la benemerenza di San Siro.
Non è semplice non solo per il dolore che quelle memorie generano, comprensibilmente, in chi quelle tragedie le ha vissute, ma anche per il disagio che ciascuno di noi prova nel rivolgere lo sguardo verso l’abisso della crudeltà umana, la follia cieca delle ideologie, l’assurdità della violenza elevata a principio.
È uno sforzo, e in quanto tale l’istinto suggerirebbe di respingerlo.
La ragione, però, ci impone di accettarlo: ci impone di farci carico, come posteri, della responsabilità di guardare in faccia gli orrori compiuti dall’umanità, lungo il suo cammino, e dire basta, mai più. Ci pone l’obbligo di dare seguito, come continuatori, a quello straordinario strumento di conoscenza che è la narrazione dei testimoni diretti, la cui importanza è stata ribadita, ieri, da una preziosa intervista della stessa Senatrice Segre.
Questo esercizio di memoria, come dicevo gravoso, consente però di scoprire che l’umanità non fu solo odio e che accanto agli indicibili episodi di crudeltà ve ne furono altri di solidarietà; che in parallelo allo sterminio vi fu chi volle portare soccorso al suo prossimo, perfino a rischio della propria incolumità; che il lungo sonno della ragione seppe essere rimpiazzato da una presa di coscienza, da un ritorno al rispetto della vita come valore supremo.
Sono consapevolezze di cui soprattutto Voi giovani, Voi studenti, dovete farvi depositari.
Sono certo che ne sarete all’altezza.
Grazie a tutti.

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