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Fontana a Pavia per i 90 anni del San Matteo: "Qui scritta parte della storia della medicina moderna"

Alla cerimonia anche le testimonianze di pazienti illustri come il cantante Ron e l'attrice Sarah Maestri.

Fontana a Pavia per i 90 anni del San Matteo: "Qui scritta parte della storia della medicina moderna"
Attualità Pavia, 15 Novembre 2022 ore 09:32

Il Policlinico San Matteo di Pavia compie 90 anni, Presidente Fontana: "Qui scritta parte della storia della medicina moderna". Alla cerimonia tenutasi ieri in Aula Golgi le testimonianze di pazienti come il cantante Ron e l'attrice Sarah Maestri.

Fontana a Pavia per i 90 anni del San Matteo

Il San Matteo di Pavia nella sua forma di Policlinico compie 90 anni, un traguardo prestigioso che lo proietta verso un secolo di storia e verso un futuro ancora più ambizioso.

Una sfida al centro del convegno cui ha partecipato nella storica 'Sala Golgi' dell'ospedale il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, insieme al presidente Alessandro Venturi, al rettore dell'Università di Pavia, Francesco Svelto, al docente Paolo Mazzarello, a Renata Crotti, studiosa della storia dell'ospedale pavese e Gian Michele Calvi di IUSS Pavia dell'Università degli Studi di Pavia.

"Il San Matteo - ha detto Fontana - ha scritto un pezzo di storia della moderna medicina scientifica fino a rappresentare ai giorni nostri uno dei più rilevanti centri medico-universitari del Paese. La lungimiranza, l'avanguardia e l'intelligenza di chi ci ha preceduto nella storia - penso a Camillo Golgi figura accademica, premio Nobel e anche cittadino attivo e partecipe al governo della cosa pubblica - non può che indurci a migliorare costantemente.

La collaborazione e piena integrazione del San Matteo con l'Università porta a modelli di assistenza, didattica, cura e ricerca, virtuosi e irrinunciabili a vantaggio dell'intera comunità scientifica internazionale. La Fondazione IRCCS è, infatti, artefice di quel connubio di elevata specialità che consente alla ricerca clinica che nasce dal letto del paziente di approdare nei laboratori di ricerca, nonché parte attiva della nascita di una prima Fondazione fra i 4 IRCCS pubblici lombardi a vantaggio del trasferimento tecnologico, con benefici in grado di generare benessere e sortire anche importanti ricadute sul tessuto economico".

Il Policlinico San Matteo

Il presidente ha voluto poi sottolineare il grande affetto che lega l'ospedale a chi lo ha frequentato e frequenta tuttora e l'importanza della ricerca per il futuro. "Una realtà come questa - ha spiegato - deve guardare avanti. Un ospedale nuovo più avanzato tecnologicamente, più sostenibile e che dia risposte ancora più importanti". E da qui un appello al Governo affinché gli stanziamenti per la sanità non vengano concepiti come spese "ma come investimenti".

"Un progetto - ha concluso il presidente - sul quale Regione ha da subito creduto e investito, che prevede la realizzazione di una nuova struttura di cura che sostituirà alcuni padiglioni esistenti, ormai al termine del proprio ciclo di vita, e che nasce per rendere alla cittadinanza pavese, al territorio lombardo, all'intero Paese e ai numerosi pazienti provenienti da fuori Regione, edifici innovativi, sostenibili dal punto di vista energetico, flessibili dal punto di vista organizzativo e accessibili".

Le testimonianze

Durante la cerimonia hanno inoltre raccontato la propria esperienza come ex pazienti, il cantautore Ron e l'attrice Sarah Maestri. 

Il primo è stato ricoverato al Policlinico per una pancreatite: "Quando mi hanno dimesso ero talmente grato che ho improvvisato un piccolo concerto per medici e infermieri".

Sarah Maestri ricorda invece il suo ricovero nel reparto di oncoematologia pediatrica quando aveva 3 anni: "Mi hanno fatto vivere la malattia come un gioco: le trasfusioni erano spremute d’arancia".

Uno sguardo al futuro

Ieri si è parlato anche del nuovo ospedale che si presenterà più tecnologico e sostenibile dell'attuale. Una nuova grande struttura che sorgerà di fiano al Dea, con un ampio parcheggio nascosto, e con una parte dedicata alla diagnosi e alla cura e un'altra alla ricerca. Per realizzarlo sono già pronti 320 milioni di euro.

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