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"Ciao Andy"

Applausi ed emozione a Pavia all'anteprima del documentario dedicato ad Andy Rocchelli

Nel giorno in cui il fotoreporter avrebbe compiuto 38 anni l’Aula Magna dell’Università di Pavia si è riempita di pubblico.

Applausi ed emozione a Pavia all'anteprima del documentario dedicato ad Andy Rocchelli
Attualità Pavia, 29 Settembre 2021 ore 11:21

"Ciao Andy", emozione a Pavia all'anteprima del documentario dedicato al fotoreporter pavese nel giorno in cui avrebbe compiuto 38 anni: Aula Magna dell'Università di Pavia gremita. Presenti anche i familiari.

A Pavia l'anteprima del documentario dedicato ad Andy Rocchelli

Tutto esaurito, tanta emozione e un lungo applauso di apprezzamento, lunedì sera 27 settembre 2021 nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, alla proiezione in anteprima nazionale del documentario “Ciao Andy, un abbraccio da Pavia” prodotto da Ossigeno per l’Informazione in collaborazione con l’associazione Volpi Scapigliate. Un omaggio alla memoria del fotoreporter pavese ucciso nel Donbass il 24 maggio del 2014 mentre documentava le condizioni dei civili coinvolti nel conflitto fra ucraini e separatisti filorussi.

"Figlio di Pavia"

All’inizio della serata il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, visibilmente commosso, ha portato il saluto della città, dicendo: “Andy è un figlio di Pavia, portava il nome della città in giro per il mondo con grande professionalità e coraggio. Non è facile parlare qui questa sera davanti alla famiglia, anche perché manca ancora una sentenza definitiva. C’è ancora una verità da cercare. Grazie a Ossigeno per l’informazione per questa iniziativa”.

Il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, non potendo essere presente, ha inviato un saluto e ha espresso la sua vicinanza ai familiari di Andy che hanno partecipato in silenzio alla serata, circondati da numerosi amici e colleghi.

Il direttore di Ossigeno per l’informazione, Alberto Spampinato, presente con un video messaggio, ha detto, fra l’altro: “È bello che il ricordo di Andy sia vivo nella società. Questo documentario di Ossigeno dimostra che sette anni dopo la sua morte sempre più persone lo conoscono e ne apprezzano le straordinarie qualità umane e professionali. Andy non ha avuto una vita lunga, ma ha seminato molto e i suoi semi continuano a germogliare. Quando un cronista di guerra viene ucciso noi non possiamo cavarcela dicendo che era andato nel posto sbagliato, che è colpa sua o che non è colpa di nessuno. Noi vogliamo che non accada più”.

Giacomo Bertoni, collaboratore di Ossigeno per l’informazione e curatore della presentazione, ha presentato la serata e ha ricordato la carriera di Andy Rocchelli, dicendo: “Non si può parlare del suo lavoro, del suo essere fotoreporter freelance eppure a tempo indeterminato nell’animo, senza parlare di inquietudine e libertà. Basti pensare ai conflitti dimenticati della Libia, del Kirghizistan, dell’Ossezia del Nord; Andy sarebbe lì a fare ciò che ogni giornalista dovrebbe fare: immortalare, rendere eterno un istante di storia, fare in modo che possa essere conosciuto da chi non c’è e ricordato domani da chi lo vive oggi”.

L’ultimo intervento è stato quello di Francesco Carante, in rappresentanza dell’associazione Volpi Scapigliate: “Quando è iniziato il processo di primo grado abbiamo sentito l’esigenza di creare un’associazione, di essere segno concreto in città per sostenere la famiglia e per diffondere il messaggio di Andy. Egli infatti ci ha passato un testimone e noi siamo chiamati a vivere in prima persona la ricerca della verità, il sostegno alla libertà di stampa, la difesa dei diritti umani. La vicenda processuale non si è ancora conclusa, il nostro impegno è appena iniziato”.

Il documentario sarà presentato a livello nazionale nel mese di novembre, all’interno delle iniziative dedicate alla Giornata mondiale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti.

(Foto di Giacomo Bertoni e Annalena Talema)