CRONACA

Garlasco, i Poggi contro la difesa di Stasi: "Danno in pasto Sempio all'opinione pubblica"

Una memoria depositata al gip smonta la nuova pista e denuncia il tentativo della difesa di Stasi di creare un colpevole alternativo

Garlasco, i Poggi contro la difesa di Stasi: "Danno in pasto Sempio all'opinione pubblica"
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Caso Garlasco, i legali della famiglia Poggi contro la riapertura delle indagini su Andrea Sempio vedendolo come un tentativo della difesa di Stasi di creare un colpevole alternativo, già archiviato in passato.

I legali della famiglia Poggi contro la riapertura del caso

La riapertura dell’indagine su Andrea Sempio nell’ambito del delitto di Garlasco ha riacceso l’attenzione mediatica su un caso che sembrava definitivamente chiuso. Ma la mossa della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, trova un muro nella posizione dei legali della famiglia della vittima.

In una memoria presentata alla giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna denunciano quella che definiscono come un’“inattesa” apertura di un terzo procedimento penale nei confronti di Sempio, partito da elementi forniti proprio dalla difesa del condannato.

Tentativo di figura alternativa a Stasi

Nel documento, trasmesso alla gip prima dell’autorizzazione all’incidente probatorio, viene contestato l’ennesimo tentativo di individuare una figura alternativa su cui spostare l’attenzione. Secondo i legali dei Poggi, questo percorso giuridico, già esperito e archiviato in passato, rappresenta soltanto un’operazione mediatica più che un serio sviluppo investigativo.

Posizione archiviata nel 2017

Tizzoni e Compagna ricordano infatti come i precedenti fascicoli aperti su Sempio siano stati chiusi senza rilievi. Particolare attenzione è riservata al tema del DNA, tornato al centro del dibattito per via della presunta compatibilità genetica con tracce rinvenute sotto le unghie della vittima. Compatibilità che, sottolineano gli avvocati, era già stata valutata e giudicata irrilevante dalla Procura e dal gip nel 2017. Il decreto di archiviazione firmato dal magistrato Lambertucci metteva in luce l’impossibilità di attribuire scientificamente quelle tracce, troppo esigue e probabilmente frutto di un contatto indiretto.

Anche la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del 2014, citata nella memoria, escludeva qualsiasi dinamica di difesa da parte di Chiara Poggi. L’assenza di reazione della giovane, secondo i giudici, confermava un clima di fiducia con l’aggressore, scenario incompatibile con l’ipotesi che l’assassino fosse un soggetto esterno come Sempio.

Nel contesto di una condanna ormai definitiva, la difesa di Stasi appare dunque, agli occhi dei legali della famiglia Poggi, come un tentativo disperato di riaprire una vicenda giudiziaria che la Cassazione ha già chiuso con una sentenza irrevocabile.

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Federico Barbic

Mah

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