Nell'Alessandrino

Stupratore seriale fermava le automobiliste con rami di traverso in mezzo al bosco

La giovane nota un grosso ramo che ostruisce il passaggio. Non avendo modo di aggirarlo, si ferma e scende dalla macchina per spostarlo.

06 Luglio 2020 ore 13:58

Un vero e proprio animale. Della peggior specie. Non così furbo, però, tanto che l’hanno beccato e per fortuna nelle patrie galere ci resterà per un bel po’ (se qualche secondino buttasse via anche la chiave non farebbe peccato). Sempre uguale il piano del violentatore seriale di Novi Ligure, nell’Alessandrino: come in un film horror, aspettava il passaggio delle auto in un bosco, acquattato fra gli arbusti, dopo aver bloccato la strada mettendo dei rami di traverso; quando arrivava un’automobilista, si trovava inevitabilmente costretta a scendere per spostare l’ostacolo e a quel punto veniva aggredita dal maniaco incappucciato spuntato dalla boscaglia. Con la stessa tecnica, ci ha provato più volte invano, prima di realizzare il proprio primo e ultimo crimine, per poi finire dietro le sbarre di una cella del carcere “Cantiello e Gaeta” di Alessandria.

Stupratore seriale nell’Alessandrino

Da Prima Alessandria

Età 45 anni, professione agricoltore. A casa sua a Serravalle Scrivia i Carabinieri hanno anche ritrovato il passamontagna e le fascette per legare mani e polsi delle sue vittime, oltre agli indumenti intimi della sua preda. Da lì poteva raggiungere a piedi o coi suoi mezzi agricoli il bosco eletto a teatro degli agguati.

L’episodio che ha fatto scattare le indagini si verifica nella tra il 21 e il 22 giugno 2020 quando, poco dopo le 03.30, un uomo chiama il 112 per denunciare che la figlia, rientrata a casa poco prima completamente sotto shock, è stata rapinata e violentata da uno sconosciuto.

L’incubo inizia alle 23.40. Mentre stava tornando a casa alla guida della sua auto, la giovane nota sulla strada un grosso ramo che ostruisce il passaggio. Non avendo modo di aggirarlo, si ferma e scende dalla macchina per spostarlo. A quel punto, appena fuori dall’auto, la ragazza sente qualcosa muoversi tra i cespugli a lato della strada. Pensa a un cinghiale, anche perché poco prima ne aveva incrociato uno davvero grosso,  e invece all’improvviso vede sbucare dai cespugli una figura umana che, con il viso nascosto da un passamontagna scuro ed una roncola in mano, corre verso di lei. Terrorizzata e impietrita, grida, ma a quell’ora e in quel luogo nessuno può sentirla.

 

 

Nonostante tutto, riesce a trovare la forza per risalire in auto e chiudervisi dentro, ma il mostro frantuma il vetro del finestrino con la roncola, aprendo la portiera. “Spostati, altrimenti ti ammazzo…”: con un taglierino alla gola, la fa spostare sul sedile del passeggero e salito al posto di guida, le lega i polsi con delle fascette da elettricista, poi parte svoltando poco dopo in una strada dissestata, inoltrandosi con l’auto nella folta vegetazione.

Arrestata la marcia, ordina alla ragazza di scendere e di sedersi per terra, dopodiché le lega con altre fascette i polsi alle caviglie. Prende la borsa, non ci sono soldi, e ciò fa aumentare il suo stato d’alterazione. Incurante delle suppliche della ragazza che gli chiede di lasciarla andare, la copre con una giacca di pelle sulla testa, tanto che la vittima, sentendosi soffocare,si agita con la forza della disperazione fino a spezzare le fascette.

L’aggressore  a quel punto le punta il coltello alla gola e la violenta. Non soddisfatto, si impossessa dei suoi indumenti intimi, le ordina di sedersi in macchina e comincia a farneticare dicendole, tra l’altro, che quella sera era uscito con l’intenzione di ammazzare una donna. In preda al panico, la giovane cerca di assecondarlo, nella speranza che non le facesse altro male. Lui la violenta di nuovo, poi la riconduce dove l’aveva sequestrata inizialmente e scappa nel bosco.

Braccava le automobiliste nel bosco

I Carabinieri individuano prima il luogo della trappola, poi quello dove è avvenuta la violenza.

Il sopralluogo e gli elementi raccolti lasciano ipotizzare che il malfattore abitasse proprio in quei luoghi o che fosse comunque esperto conoscitore di sentieri e delle possibili vie di fuga, e che avesse raggiunto il luogo dei fatti attraversando le acque del fiume Scrivia, che in quella zona ha ampie aree di secca e che lo stesso avesse nascosto in precedenza un veicolo/mezzo di trasporto in una delle rientranze presenti lungo la strada per poi utilizzarlo per allontanarsi.

La perquisizione

I Carabinieri di Serravalle Scrivia e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Novi Ligure, coadiuvati da personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Alessandria, riescono a individuare il potenziale aggressore e fanno scattare un blitz nella sua fattoria, rinvenendo il passamontagna, le fascette dello stesso tipo di quelle utilizzate per legare la ragazza e la roncola impugnata per minacciarla, ma anche gli abiti indossati mentre compiva il reato e gli indumenti intimi che aveva portato via alla giovane.

Ci aveva già provato altre volte

La notte del 12 ottobre 2019, nel medesimo punto e con analoga modalità, un automobilista in transito sulla strada che da Stazzano conduce a Cassano Spinola si era visto la strada ostacolata da dei rami nello stesso punto dove poi è avvenuta l’ultima violenza. Nella circostanza, l’automobilista era sceso dal mezzo e, nello spostare i rami, aveva scorto una figura umana allontanarsi e dileguarsi nella vegetazione.

Nella notte tra il 28 e il 29 giugno scorsi, invece, verso l’una, una donna di origini sudamericane, nel percorrere la stessa strada, aveva notato dei rami che ostruivano la strada. Intuendo il pericolo rappresentato dall’ostacolo, aveva fatto retromarcia riuscendo a sfuggire all’insidia. Infatti, nel corso della manovra, pur non riuscendo a scorgere alcuna figura umana, udiva distintamente il rumore di oggetti che colpivano la carrozzeria della sua auto, verosimilmente scagliati da un ignoto aggressore nel tentativo di fermarla.

Subito informati, i Carabinieri della Stazione di Cassano Spinola avevano effettuato un immediato sopralluogo che avevano confermato come il luogo interessato dai fatti fosse lo stesso del precedente e ben più grave evento criminoso. Inoltre, mentre i Carabinieri stavano procedendo con i rilievi, sono stati avvicinati da una donna del posto che aveva  riferito di un analogo episodio verificatosi alle 23.30 del 28 giugno, quando una sua conoscente in compagnia del marito, nel percorrere lo stesso tratto di strada a bordo di una moto, si erano visti costretti ad arrestare la marcia poiché la carreggiata era ostruita da rami tagliati.

Il 45enne, sia in passato che in tempi recenti, aveva avuto rapporti conflittuali con le donne, sfociati in alcuni episodi che avevano avuto anche rilevanza penale e che lo avevano esasperato al punto da odiare la donna sposata di cui si era in precedenza invaghito e che lo aveva visto cercare vendetta contro lei e suo marito.

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