Ordinanza impugnata

La febbre va misurata a scuola: Piemonte vince prima battaglia al Tar contro il Governo

Respinta la richiesta di sospensiva d’urgenza: le scuole dovranno continuare a verificare la temperatura degli studenti prima dell’ingresso in classe.

La febbre va misurata a scuola: Piemonte vince prima battaglia al Tar contro il Governo
17 Settembre 2020 ore 14:01

La “pretesa” del Piemonte di far misurare la febbre degli studenti a scuola e non a casa dai genitori non era peregrina. Anzi,l‘avevamo detto chiaramente anche noi.

Tanto che La Regione guidata dal governatore Alberto Cirio ha vinto il primo round nel braccio di ferro contro il Governo, che ha impugnato l’ordinanza del 9 settembre 2020 che imponeva alle scuole di verificare la temperatura degli studenti prima dell’ingresso in classe.

Il Piemonte vince prima battaglia al Tar col Governo

Tecnicamente il Tar Piemonte ha solo respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza della delibera chiesta dal Governo. Quindi il finale dello scontro è ancora incerto, ma il fatto che la sospensiva urgente sia stata bocciata è altamente significativo.

Significativo non solo per il Piemonte, ma anche per tutte le altre regioni, perché la sostanza è che è semplicemente impossibile garantire che tutti i ragazzi arrivino a scuola con la temperatura corporea verificata a casa. Dev’essere lo Stato – tuona da giorni Cirio – a organizzarsi e garantire termoscanner nelle scuole:

“Proprio come negli uffici pubblici, negli aeroporti o nei luoghi di lavoro, perché prima di entrare in classe non dovrebbe esser misurata la temperatura?”

Serve un doppio controllo: cosa succede in Piemonte

Va detto comunque che le linee guida del Governo sono comunque corrette: bisogna evitare che studenti potenzialmente contagiosi arrivino a scuola e sui mezzi pubblici, provando la febbre prima a casa.

Ma serve un doppio controllo, perché moltissimi genitori la febbre non la provano ed è impossibile controllarli.

In Piemonte Cirio ha preteso almeno un’autocertificazione da parte dei genitori che attesti la verifica della temperatura a casa: chi non ce l’ha (nel primo giorno di scuola non l’aveva circa il 10% degli studenti), dev’essere sottoposto a termoscanner. Anche il mondo medico e scientifico sembra dar ragione a Cirio.

LEGGI ANCHE: Ha ragione Cirio: troppi genitori non provano la febbre a casa

Anche l’assessore comprensibilmente… gongola

L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi si compiace della decisione del Tar che ha respinto la richiesta del Governo di una sospensiva d’urgenza dell’Ordinanza che obbliga gli istituti del territorio a verificare che le famiglie misurino effettivamente ai figli la febbre a casa al mattino, come previsto dalla legge nazionale, e in caso negativo sia la scuola a misurare la temperatura.

L’assessore conferma che la misura è efficace e la prova provata del funzionamento si è proprio avuta in questi giorni, nei quali 4 bimbi positivi sono stati isolati attraverso la misurazione della temperatura a scuola. In questo modo, si è evitato l’insorgere di 4 focolai con tutte le conseguenze che ciò avrebbe comportato.

“Un ringraziamento alle scuole piemontesi che hanno dimostrato grande disponibilità e responsabilità e si sono adeguate alle indicazioni senza creare alcun problema, ai sindaci del territorio che hanno supportato le scuole contribuendo all’acquisto dei termometri e dei termoscanner, agli allievi e allo loro famiglie. L’assessorato alla Sanità ha stanziato la somma di 500 mila da destinare all’acquisto dei termoscanner. Spiace che, a fronte della responsabilità dimostrata dalla scuola e dai sindaci, non si possa dire la stessa cosa di chi si è opposto ad una misura così palesemente corretta ed efficace”.

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